Achille Pellizzari.
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Il pensiero e l'arte di Luigi Capuana.
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1919. Societ Editrice F. Perrella, NAPOLI.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato dal "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
Aperto a chiunque voglia collaborare, realizza la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico.
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.liberliber.it/
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Indice.
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AVVERTENZA.
1. Il "credo" estetico. L'opera critica.
2. La teoria critica e la pratica dell'arte.
3. L'opera fantastica.
4. Lo scrittore e i suoi tempi.
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BIBLIOGRAFIA.
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1. OPERE DI LUIGI CAPUANA.
2. ALCUNI SCRITTI ATTORNO IL CAPUANA.
3. GIUNTE
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OPERE DEL CAPUANA.
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FINE Indice.
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A GAETANO CURCIO, CON INTENSO AFFETTO E CON STIMA VERACE.
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AVVERTENZA.
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Pubblico tal quale il discorso che lessi in ricordo di Luigi Capuana, nell'aula magna dell'Universit di Catania, il 2 aprile 1916, per mandato di quella Facolt di Lettere. A distanza di tre anni, e non ostante la differenza che v'ha fra la lettura fugace e la pubblicazione duratura, non ho nulla da mutare n al mio pensiero n alla sua espressione: poich io tenni bens una commemorazione, ma non un panegirico; e il Lettore vedr come il Capuana sia obiettivamente esaminato e giudicato, nelle pagine seguenti, per quella che fu l'opera sua di artista e di pensatore.
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A complemento del giudizio mi parve opportuno raccogliere un po' di bibliografia capuaniana: la quale non sar certamente compiuta ( noto quanto sia difficilmente conseguibile la compiutezza in siffatte indagini), ma non sar nemmeno imputabile di troppo gravi lacune. Nel raccoglierla ebbi grande aiuto dalla volonterosa intelligenza di una mia brava scolara, la Sig.na Elisa Cavallari, e dalla squisita cortesia di Federigo De Roberto, di Nicola Feola di Valcorona, e di Francesco Ursino: a tutti i quali  giusto ch'io qui renda il merito e le grazie che loro spettano.
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Achille Pellizzari.
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1.
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Il "credo" estetico. L'opera critica.
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L'uomo del quale, per onorevole mandato della Facolt di Lettere, io debbo oggi a voi rievocare la memoria; l'uomo della cui voce ancora par riecheggiare quest'aula che ne accoglie; gran parte di coloro che mi ascoltano, tutti, forse, lo conobbero di persona, o almeno di veduta; e possono ora rifoggiarne ai loro occhi mentali le sembianze note, e, con un lieve sforzo di attivit fantastica, vederlo ancora muoversi e vivere e sorridere di quel sorriso ch'egli ebbe, mi dicono, cos buono, e che gli illuminava di cos serena luce il volto amorevole e generoso. Io solo, forse, non posso, qui, atteggiare attorno a quel nome le linee concrete di una figura umana; e lasciatemi dire che questa mia ignoranza mi costituisce oggi un privilegio ed una forza. Egli  dinanzi alla mia mente, non uomo o persona, ma pura anima: unico, forse, fra voi io sono il suo postero; e, senza impaccio di affetti o di risentimenti umani, spassionatamente, con ischietta libert e vorrei dire nudit di spirito, posso accostarmi a ci ch'egli ebbe di pi intimo e pi degno e per che qui gli rendiamo onore: vo' dire all'opera sua di artista e di pensatore. Codesta libert rivendico sbito per il mio giudizio: qui non celebriamo un rito funebre, al quale convenga l'incondizionata esaltazione del povero morto, che domani tutti avranno obliato, anche quelli che lo vantarono specchio ed esempio d'ogni virt; qui, in un'aula consacrata ai liberi studi, si deve onorare un uomo che conobbe e pratic la dignit del lavoro, nel modo che ad esso e a noi pi si addice: ricercando i pregi ed il caratteristico significato dell'opera sua letteraria, ma non celandone i difetti, che sono come il chiaroscuro dal quale acquista rilievo la linea essenziale dell'arte e del pensiero.
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Avrei meglio detto: "del pensiero e dell'arte"; dacch Luigi Capuana ebbe intelletto singolarmente apparecchiato all'esercizio della riflessione; inizi la sua operosit di scrittore praticando con seriet di cultura e di giudizio la critica letteraria; ed all'arte si diede, in modo preponderante, solo pi tardi, quasi in et matura, con un impeto giovanile, con un cos gagliardo prorompere dell'ispirazione, da sembrar quasi volesse a s medesimo riguadagnare il tempo altrimenti speso, ed in quella sua florida maturit rivivere una nuova abbondante giovinezza poetica. Tuttavia, pur nell'arte egli sent non soltanto il freno, ma anche l'esuberante efficacia direttiva del suo pensiero, ed ebbe spesso inspiratrice la riflessione onde venne a tutta l'opera sua fantastica quel singolare aspetto di cerebralit, quell'apparenza di costruzione o ricostruzione logica che talvolta ne sminu il pregio sentimentale, ed altra volta le aggiunse, con una certa simmetria ed architettonica proporzione del dato storico, della favola, quella speciale bellezza che ognun di noi riconosce e valuta nelle rigide linee delle figure geometriche, e nel preordinato svolgersi e intrecciarsi di certi eventi umani.
All'esercizio della critica si addestr, giovanissimo, con letture vaste, ben trascelte; fu certo degli uomini pi colti, a tempo suo, specialmente nel campo delle letterature moderne e contemporanee: volle conoscere direttamente le varie tendenze dell'arte e del pensiero che gli turbinavano attorno, con una curiosit benevola, con una insaziata voglia di estendere i limiti del suo orizzonte spirituale, senza esclusioni preconcette, senza filisteismi parrucconi. Questo fece s, che, esperto della infinita variet delle passioni e delle follie umane, considerasse fino agli ultimi suoi giorni con una indulgenza, non esente da pessimismo, le molte scuole letterarie che venivano e vengono tuttora, con infallibili ricette, ad insegnarci come si crea e si conforma quella increata e non ad arbitrio conformabile cosa ch' l'arte. La sua ricetta, del resto, l'aveva anch'egli, e ne discorreremo poi; ma la liberalit del suo spirito e la dignit della fantasia lo tennero lontano cos dalle beghe bizantine come dal servilismo della formula letteraria. Non va d'altra parte celato che la stessa estensione della sua cultura, e il desiderio di ampliarla ognora pi, gli tolsero, naturalmente, di approfondire la preparazione teorica; d'onde le contraddizioni ch' facile rilevare (e furon gi rilevate da altri) nelle norme fondamentali della sua estetica. E siccome codeste norme non volle o non seppe obliare nell'esercizio della critica, e vi si tenne stretto onestamente per tutta la vita, ne vennero alla sua operosit di studioso i pregi e i difetti assieme che la rendono caratteristica.
B. Croce ha gi molti anni fa ricordato che la prefazione degli Studi di letteratura contemporanea, pubblicati dal Capuana nel 1879, "reca per epigrafe due brani, l'uno del De Sanctis e l'altro del De Meis, che egli [il Capuana] dichiara costituire tutto il suo credo critico", senza avvedersi "che il brano del De Meis, vecchio hegeliano, non bene s'accorda con l'altro, perch laddove il De Sanctis proclama l'indifferenza del contenuto rispetto alla forma che ne  l'espressione adeguata, il De Meis parla invece dell'arte come di una serie di forme estetiche l'una men perfetta dell'altra, come quelle che sempre meno adempiono alle assolute condizioni dell'arte"; come di "una serie sempre regressiva e discendente"; e ripete, insomma, una della proposizioni pi disputatili del sistema hegeliano, in cui, dall'aver collocato l'arte come grado anteriore alla filosofia nel processo dello spirito assoluto, si deduce la conseguenza, affatto arbitraria, del graduale estinguersi dell'arte nel mondo storico"(1).
Ma gi molti anni avanti, nel 1872, raccogliendo in un volume i suoi primi "Saggi" di critica (ed erano scritti pubblicati alla spicciolata nel giornale fiorentino La Nazione fra il 27 marzo 1866 e il 22 ottobre 1871), il Capuana vi premetteva una prefazione "al lettore", nella quale i suoi dogmi estetici eran esposti tali e quali doveva ripeterli e riaffermarli, ben trent'anni dopo, nella prolusione su La scienza della letteratura, da lui letta in quest'aula il 5 giugno del 1902(2).
Affermava il Capuana, poco pi che trentenne, di amare, in arte, innanzi tutto, la vita: "Quando l'artista riesce a darmi il personaggio vivente davvero, non so chiedergli altro e lo ringrazio. Mi pare ch'egli m'abbia dato tutto quello che doveva. Pel solo fatto di esser vivente, quel personaggio  bello,  morale; e, se opera bene e se prdica meglio, non nuoce: torno a ringraziar l'artista del di pi. E al pari del personaggio amo viva l'azione. L'azione allo stesso modo, pel solo fatto di esser vivente,  bella,  morale"; e proseguiva asserendo l'indipendenza dell'arte dal pensiero, ossia della forma dal contenuto: che era concetto desanctissiano, ridotto in forma divulgativa; ma in quella stessa prefazione ai giovanili "saggi critici", non esitava ad affermare la sostanziale unit delle opere d'arte nel "genere", che sorge, si svolge e muore, come tutte le creature viventi: ch'era il concetto del De Meis, ripreso ed esemplificato.
La conseguenza logica d'un siffatto concetto era poi questa: che quando un dato "genere" aveva prodotto il suo capolavoro, esso dovesse considerarsi senz'altro come finito: simile a certe meravigliose piante tropicali, che crescono fino a gigantesche proporzioni sol per aprire in cima d'un unico stelo il calice d'un unico fiore, e poi inaridiscono e muoiono, uccise nell'atto stesso del loro pi rigoglioso sforzo vitale! Il Capuana era quindi persuaso che il teatro avesse raggiunto "il suo ultimo sviluppo" con Shakespeare per la tragedia, con Augier e con Dumas figlio per il dramma e la commedia, poich essi avevano spinto l'opera d'arte fino alle soglie di quella fase in cui "l'arte si risolve nel suo puro principio, il pensiero"; ed era disposto a "scommettere cento contro uno" che, come dopo Shakespeare non s'eran pi viste "vere tragedie", cos non si sarebber pi mai, in eterno, viste "vere commedie" dopo Augier e Dumas figlio(3).
Codesti medesimi concetti formano l'ossatura del discorso col quale, iniziando le sue lezioni in questa Universit, il Capuana esponeva i criteri che avrebbero informato la sua attivit scientifica di maestro. L'idea ch'egli aveva dei generi letterari, paragonati ad organismi viventi, come le piante e gli animali, trovava il suo compimento logico nella opportunit di uno studio, com'egli si compiaceva di qualificarlo, "positivo", delle forme artistiche; di uno studio che andasse "diritto alla ricerca dei caratteri fondamentali di esse, alla loro struttura organica", e soltanto da questa procedesse poi "per classificare i generi, studiarne gli svolgimenti, le ramificazioni, gli incrociamenti, e seguirli nel loro processo di crescenza, di fioritura, di decadimento e di morte"(4).
Ora, effettivamente, era fra i due princpi che il Capuana volle fondere assieme in un unico credo estetico, una contraddizione insanabile. La teoria desanctissiana dell'indipendenza della forma dal contenuto, ossia dell'arte dal pensiero, escludeva dalla considerazione del fatto artistico ogni dato intellettuale, le toglieva ogni elemento logico di continuit e di svolgimento, ed affermava implicitamente l'individualit dell'opera d'arte; mentre il concetto hegeliano rinnovato dal De Meis aveva come necessaria premessa l'interdipendenza dei fatti artistici tra di loro. L'errore fondamentale, insito nell'insanabile dissidio di due opposte teorie forzatamente fuse e confuse, nocque talvolta al Capuana; ma, per una curiosa conseguenza del suo temperamento spirituale, nocque piuttosto all'artista che non al critico. Di che mi sar facile addurre le prove.
Il critico non  tenuto ad esser filosofo; l'intervento delle attitudini speculative in quell'operazione complessa ch' la rievocazione fantastica, e la sua analisi estetica, non solo non  d'aiuto allo spirito, ma gli  senza dubbio d'impaccio; d'onde la conseguenza che chi ha finezza di gusto e acume di giudizio, pu riuscire eccellente critico anche se le sue teorie attorno l'arte sieno incongruenti ed errate. Ora Luigi Capuana ebbe tutte le qualit che occorrono all'esercizio della critica: la vivacit della fantasia, la liberale curiosit dell'opera altrui, il gusto sensibile, la cultura storica e una vasta umana esperienza della vita, infine un'acuta penetrazione dei moti spirituali, unita ad una rara arguzia nel discernimento e ad una grande probit dell'intelletto nel giudizio. Non lasci un'opera critica di vasta mole, dove la materia incomposta dei fatti e delle idee fosse da lui dominata e riordinata nella ricostruzione d'un'epoca o d'una figura: forse non ebbe l'abnegazione del taciturno assiduo paziente lavoro onde nel segreto si preparano opere siffatte; ma nei molti volumi di scritti critici minori, che attestano la continuit e l'estensione delle sue fatiche letterarie, abbondano le osservazioni ingegnose, e non mancano i tentativi, spesso felici, di osservare dall'alto la fatica di uno scrittore e penetrarne, oltre la superficiale apparenza, la non visibile ragion poetica.  vero: sono saggi, indagini, visioni sparpagliate; e a riguardarle ora, nel loro insieme, fanno un po' l'impressione d'una moltitudine che proceda oltre disordinata, talora senza una meta sicura, prossima o lontana; ma chi meglio osservi non tarda a scorgere, tra la folla, i gruppi e le file; e riconosce che l'apparente disordine ha una sua consapevole ragion d'essere, e che una mente direttrice  l, sempre vigile, con l'occhio, oltre gli ondeggiamenti e i brevi sbandamenti della turba, allo scopo che non muta. E poi, in quel tumulto esuberante d'osservazioni e di giudizi, quante lucide idee, quante riflessioni pacate ma sicure, e quanta, insomma, chiaroveggenza non pose egli, talora contraddicendo con geniale intuizione ai suoi stessi errori teorici!
Per me, ancor pi delle non molte pagine che al Capuana dedic il Croce nei suoi Saggi su La letteratura della nuova Italia, ha valore e significazione "storica" la breve frase con la quale lo stesso Croce attest l'efficacia esercitata sul suo spirito dallo scrittore la cui memoria oggi onoriamo: "Lettore, fin dagli anni del liceo, delle prose critiche e delle prose di arte di Luigi Capuana, ho viva per Lui la gratitudine che si serba durante la vita, quale ricordo dolcissimo, verso coloro dai quali si  imparato in giovinezza"(5). Imparato in giovinezza, e non senza qualche profitto anche per gli anni di un'et pi matura: a quel modo che accadde non soltanto al Croce (eccellente fra i suoi contemporanei), ma anche ad altri molti scrittori nostri e d'arte e di critica, sopra tutto negli anni che corsero fra il 1880 e il 1900.
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2.
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La teoria critica e la pratica dell'arte.
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Ho accennato a certo nocumento che le teorie arrecarono nel Capuana alla pratica dell'arte. Studioso qual egli fu della letteratura francese, gli parve di rinvenire negli avviamenti ch'essa prese nel romanzo, cominciando timidamente da alcune opere di Giorgio Sand, per giungere attraverso Gautier, Augier, Leconte de Lisle ecc. al cos detto naturalismo di Flaubert e di Zola, gli parve di rinvenirvi, dico, la soluzione eccellente, teorica e pratica, del problema dell'arte. N ci gli accadde per un capriccioso moto dello spirito, bens per coerente svolgimento di quel concetto dedotto dal De Meis attorno i "generi" letterari, e da lui accettato sino alle ultime conseguenze di che esso era capace. Con Shakespeare, con Dumas figlio ed Augier, eran giunte al culmine dell'esistenza vitale, e dovevan dunque perire, la tragedia e la commedia; col Tasso, secoli prima, era accaduto lo stesso per l'epopea(6). Lo stesso doveva pur dirsi per la lirica, dopo ch'eran vissuti Leopardi ed Heine. La successiva morte, cos sommariamente decretata, dei vari generi letterari, si risolveva in un accostamento alla definitiva estinzione dell'arte nel pensiero, gi prevista dal De Meis, e dal Capuana accettata come una prossima o remota necessit. Giorno verr in cui il Pensiero (con la Pi maiuscola) "butter sdegnosamente via l'ingombro di ogni forma, per funzionare ed agire soltanto come puro Pensiero, cio come Scienza e non altro". Se cos  e ha da essere, qual  in codesta estinzione delle forme letterarie quella che sopravvive, forse come estremo tratto della via che lo spirito ha da percorrere per giungere dall'arte alla scienza? Essa  evidentemente la forma narrativa, che ancora non ha raggiunto il colmo vitale; e, fra i vari generi narrativi, il romanzo e la novella; e, fra i vari tipi del romanzo e della novella, il romanzo naturalistico, la novella naturalistica.
Lo so: il Capuana non amava sentirselo dire; e contro l'uso ormai invalso di classificarlo tra gli scrittori del naturalismo, protest pi d'una volta, rivendicando l'indipendenza della propria arte da ogni costrizione di scuola(7); e sta bene; ma quando egli stesso volle spiegare quali erano i procedimenti del suo spirito nella creazione artistica, che cosa fece, se non, ripetutamente, in diversa forma ma con sostanziale identit di pensiero, ripetere le norme del naturalismo forestiero e nostrano? Che cosa  quel metodo di "osservazione positiva" che egli voleva dedotto dallo studio delle scienze alla preparazione dell'arte, e che cos' quella "impersonalit artistica" che gli pareva "la pi alta conquista del romanzo contemporaneo, il compimento assoluto del suo organismo"(8): che cosa sono, se non i dogmi del naturalismo flaubertiano e zoliano? Volete sentire come un grande storico della letteratura francese, il Brunetire, ha discorso del romanzo naturalistico? "L'osservazione di ci ch' al di fuori di noi, l'osservazione impersonale e disinteressata, che fa la definizione del romanzo, ne fa anche il valore"; "il romanziere non  se non un testimone, la cui deposizione deve gareggiare per precisione e certezza con quella dello storico"; "lo scrittore si deve subordinare e sottomettere al suo argomento, invece di imporsi ad esso". E Leconte de Lisle aveva gi da gran tempo asserito, nella prefazione ai suoi Pomes antiques, la quale  del 1852, che "l'arte e la scienza a lungo separate per cagione degli sforzi divergenti dell'intelligenza, dovevano ormai tendere ad unirsi strettamente, se pur non a confondersi. L'una  stata la rivelazione primitiva dell'ideale contenuto nella natura esteriore; l'altra ne  stata l'esposizione luminosa e ragionata. Ma l'arte ha ormai perduto la spontaneit primitiva; e tocca alla scienza rammentarle le tradizioni obliate, ch'ella far rivivere nelle forme a lei proprie"(9). Questo dimostra che, quando il De Meis riprendeva il concetto hegeliano dei "generi" e dei rapporti fra arte e scienza; e quando Capuana eleggeva canoni dell'attivit artistica i procedimenti e le leggi che son propri dell'indagine scientifica; essi non "inventavano" effettivamente alcunch di nuovo e di stravagante; bens eran partecipi di una medesima corrente intellettuale, che investiva assieme con loro, o poco avanti o poco dopo, una serie numerosa di pensatori e d'artisti. Disse bene lo stesso Capuana in un suo scritto giovanile, tra quelli che meglio attestano la precoce robustezza del suo ingegno: "Quando vien l'ora, le stesse idee pullulano in mille teste, senza che se le siano mai comunicate. L'atmosfera morale  pregna di atomi fecondi. Gli intelletti si trovano lavorati, preparati a riceverli e a farli tosto germogliare. Come nei primi giorni dell'aprile le rose fioriscono ad un tratto con accordo stupendo, cos nella primavera del pensiero le idee fioriscono anch'esse e diventan cosa comune. Chi pu dire: - Questa idea  mia, esclusivamente mia? - Nessuno, mi pare. Un'idea  il prodotto di mille elementi diversi, e il solo che possa legittimamente rivendicarne la propriet  il pensiero umano, il pensiero assoluto"(10). Se non che allo stesso modo sorgono anche le malattie contagiose e si propagano le epidemie; e, ora che quel tempo  trascorso e quelle idee son superate, non v'ha nessuno il quale giudichi il naturalismo come una primavera di fiori, piuttosto che come un'epidemia di germi patogeni.
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3.
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L'opera fantastica.
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Tutto questo non imped al Capuana di essere scrittore fra i primissimi dell'epoca che fu sua, e non tolse che le qualit artistiche del suo ingegno fossero e siano universalmente riconosciute; ma andava ricordato, e per ispiegare la sua predilezione verso determinate forme letterarie, e per render ragione di quei difetti che talvolta gli attenuarono la limpidezza delle visioni artistiche, o lui, istintivamente poeta, trattennero soventi sulla soglia del recinto sacro alla poesia. Onde s'ha da scorgere nelle sue opere di fantasia il prodotto o d'un contrasto o d'una transazione fra un preconcetto errato e un'intima sincerit creativa; fra l'idea che pone limiti e il fantasma che tende a travalicarli; e tutto quello che vi ha di bello, e di poeticamente sincero,  il frutto dell'innata ricchezza, della generosa sovrabbondanza del suo temperamento artistico. Quand'egli riusc a far tacere in s la voce ammonitrice del critico, e ad obliare i precetti e i preconcetti, e a dar libero corso all'ispirazione che gli ferveva dentro, allora scrisse le opere sue pi degne, quelle che resteranno, quelle ch'egli stesso, con inconsapevole istinto del vero, contrapponeva a chi lo classificava fra i naturalisti: le Appassionate, il C'era una volta, il Raccontafiabe(11).
Credo che a pi d'uno codesto mio giudizio riuscir nuovo.  dunque opportuno ch'io ne esponga, rapidamente, i motivi.
Tutti sanno che l'operosit artistica del Capuana fu copiosa, talvolta esuberante, spesso disuguale. Sbarazziamoci sbito di ci che non pu e non deve essere oggetto di critica, e che sarebbe ingiusto assumere come argomento di un'equa valutazione. Non  un segreto che il Capuana visse onestamente del suo lavoro; ed egli stesso si dolse pubblicamente di dovere talvolta sagrificare alle dure necessit dell'esistenza i suoi ideali artistici. Vi sono cose sue che recano evidenti le tracce dell'improvvisazione frettolosa: novelline, bozzetti, spunti di racconto che non aggiungon nulla alla sua fama. Facciamone sagrifizio: morranno, son gi morte. Ma anche dopo codesta eliminazione doverosa, resteranno una diecina di volumi almeno, di romanzi, di novelle, di fiabe, che si leggono sempre con interesse, spesso con viva e schietta ammirazione.
Pochi scrittori ho conosciuto (nelle loro opere, s'intende) pi probi del Capuana. Nei romanzi e nelle novelle i suoi canoni estetici trovano un'applicazione di una diligenza e di una finezza singolari. Si sente la volont scrupolosa di osservare e di riferire la verit osservata con quella impersonale esattezza ch'era fra le supreme leggi imposte dall'artista all'opera sua; ne viene in genere all'opera stessa un curioso aspetto di verit troppo precisa, onde le linee e gli schemi degli avvenimenti e dei personaggi risaltano su violentemente illuminati, con un rilievo insolito persino nella realt, mentre mancano o sfuggono le ombre e le penombre, i chiaroscuri insomma, che i nostri occhi veggono nelle cose e il nostro sentimento crea negli spettacoli della vita. Non di rado l'esattezza assume la composta immobilit dell'immagine fotografica; e quella lucida, cerebrale visione degli uomini e dei fatti finisce per destare nello spettatore un non so quale arido piacere, dove trova soddisfazione il nostro istintivo gusto per l'ordine, per la simmetria, per la logica, ma dal quale esula la passione e la commozione dell'arte. Questo non vuol dire che l'interesse langua: pochi romanzi, per esempio, fra i moderni, avvincono cos potentemente l'attenzione del lettore, come quel Marchese di Roccaverdina, col quale il Capuana diede la suprema prova della sua impersonalit nell'arte narrativa; ma dove  impersonale il narratore (ecco quello che sfugg ai seguaci del naturalismo), l  impersonale anche il lettore: dove le passioni e i lineamenti degli uomini non sono filtrati e trasformati attraverso la coscienza poetica dell'artista, col manca la capacit a commuovere gli spettatori; e l'interesse che l'opera  tuttavia capace di destare, risponde a una curiosit dell'intelletto, ma non a una necessit del sentimento.
Per fortuna nostra e sua manc al Capuana, pi d'una volta, l'energia necessaria a codesta innaturale costrizione dell'anima entro uno schema retorico; o - che  poi lo stesso - pi d'una volta l'estro poetico soverchi la voce dell'intelletto sillogizzante. Egli divenne, a quel modo che doveva, lo spettatore degli stessi eventi da lui immaginati e narrati: ma uno spettatore partecipe di quegli avvenimenti, una creatura umana, amica o nemica delle creature osservate od inventate, una fraterna anima, insomma, pronta al riso ed al pianto, all'ira e alla piet. E quando questo gli accadde, la sua prosa acquist accenti inconsueti, il racconto divenne insolitamente vivace, il fondo immobile, un po' stilizzato, della scena ebbe una prospettiva nuova, nel circolar dell'aria e nell'accendersi dei colori: tutto fu moto, vita, passione: l'arte si fece veramente e degnamente poesia.
Mi duole di non poter esemplificare, come pur sarebbe giusto ch'io facessi, ora che l'analisi mi ha condotto innanzi a quello che il Capuana cre di pi duraturo. Ma a coloro che conoscono ed amano le opere sue, si affolleranno al pensiero i ricordi di quei momenti nei quali lo scrittore gli avvinse a s e gli commosse in modo nuovo e diverso, quasi rivelando con un improvviso gesto di sincerit una piega dell'anima fin allora celata con austero ritegno. E in quegli abbandoni subitanei, spesso ingenui, come ha da essere tutto ci che  appassionata visione della vita, il Capuana seppe raggiungere, con la piena espressione del suo temperamento di scrittore, il vertice, ad altri vietato, dell'arte narrativa.
Quel vertice che fermamente occup e tenne, quando pass dal romanzo e dalla novella alla fiaba; quando cio ci accinse a coltivare quella forma letteraria ch'era organicamente refrattaria all'intervento dei suoi preconcetti estetici nell'opera della creazione. La fiaba: la pi fantastica, la pi gioconda, la pi aerea creazione dell'anima nostra sognante. Come potrebbe esercitarsi la cos detta "osservazione positiva", l dove tutto  fuori della realt obiettiva: in un mondo che si sottrae ad ogni legge, anzi ha per unica norma l'assurdo, per unico scopo il meraviglioso? E come potrebbe mantenersi "impersonale" il narratore, l dove tutti gli elementi del racconto sono creati, al di fuori e al di sopra del mondo circostante, con un unico gaudioso atto dello spirito, intento a quel divino gioco ch' la finzione delle forme poetiche? Qui, e soltanto qui, il Capuana fu alfine definitivamente libero nell'esercizio dell'arte sua: e come si avverte, in tutta quell'ammirevole raccolta di luminose fantasie, il senso dell'indipendenza lietamente goduta! Il respiro del narratore  ampio e robusto; schietta la forma; pronta, vivace, inesauribile l'invenzione; ed  per tutto una fresca giovinezza, una ridente ebbrezza di vita, nella quale il mondo si trascolora e l'anima si smarrisce, rifatta pura, ingenua e buona!
Giov certo a codesta eccellenza dell'arte di Luigi Capuana nella fiaba, la curiosit e la passione ch'egli ebbe sempre di ci che oltrepassa ed infrange le norme o le consuetudini naturali della vita. L'argomento di molte sue novelle e di qualche romanzo fu tratto dagli aspetti meno normali delle cose: vi giocarono la loro parte la suggestione, le premonizioni, i fatti spiritici, le scoperte meravigliose, le malattie non mai conosciute, le affezioni morbose dei nervi e dell'anima; egli stesso fu, all'infuori dell'arte, studioso appassionato dei fenomeni psichici, e la sua fede nella Divinit and pi d'una volta a cercar sostegno nell'indagine e nello studio delle moderne correnti spiritualistiche. Nello sconfinato regno della fiaba egli si trov quindi a suo agio: appag senza mai saziarsene l'istintivo gusto per il meraviglioso; e poich quella era la materia a lui pi grata, seppe esprimerla in forma perfetta, ed in opere che non morranno.
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4.
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Lo scrittore e i suoi tempi.
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Ma non sarebbe un equo giudizio quello che soffermandosi ad esaminare le varie fatiche letterarie del Capuana, non riuscisse poi a considerare nell'assieme suo quella cos completa figura di scrittore, e non lo ponesse poi in rapporto coi tempi dei quali fu creatura e nei quali fior.
I primi scritti del Capuana sono del 1866. Egli entrava nella vita letteraria quando, compiuta all'incirca l'unit d'Italia, gli scrittori, talora mediocri, ma sempre generosi, che avevano propugnato ed accompagnato la grande impresa del Risorgimento nazionale, giunta al termine ormai la loro missione, tacevano, lasciavan libero il campo alle nuove generazioni, cui spettava integrare e mantener salda la compagine italica finalmente ricostituita. Aim! quelle generazioni riuscirono, come  noto, inferiori al loro cmpito; e fra il '70 e il '900, quasi avesse esaurito ogni sua pi degna energia nell'opera del Risorgimento, l'Italia offr al mondo e a s stessa lo spettacolo poco glorioso d'una bassa politica trafficante, d'un pensiero o malcerto o grassamente adagiato nelle comode persuasioni d'un pigro materialismo incurante dei problemi spirituali, d'un'arte affetta essa stessa (salve alcune luminose eccezioni) d'un positivismo di maniera, che era la negazione teorica e pratica d'ogni libert e dignit fantastica. In tempi siffatti Luigi Capuana svolse il pi ed il meglio della sua produzione critica ed artistica: ebbene, va detto che, se egli risent (e non poteva accadere diversamente) di alcuni dei non lieti avviamenti dell'epoca, riusc pure, per innata robustezza ed integrit di spirito, a superare i tempi, ed a prevenire questa luminosa primavera italica, nella quale la nostra stirpe riafferma innanzi al mondo la sua eterna giovinezza.
Predic il positivismo e l'impersonalit dell'opera d'arte; ma contemporaneamente fece sue e sostenne con mirabile tenacia alcune proposizioni dell'estetica idealistica, quando l'avvento dell'idealismo era ancor di l da venire; pratic spesso nell'arte i metodi di quell'osservazione positiva che teoricamente esaltava, ma non s che pi d'una volta la sincerit del temperamento poetico non soverchiasse ogni teorica limitazione, e giungesse fino ad aprire nuove strade alla curiosa mobilit dei moderni avviamenti letterari.
Giusto  che si dica esser egli uno dei pi degni rappresentanti di tutto ci che degno ebbe quel trentennio della nostra vita nazionale; ma  pur giusto che si dica aver egli precorso e col pensiero e con l'arte i tempi migliori nei quali abbiamo la gioia e la gloria di vivere. Ed  pur doveroso che per questa opera di precursore e di apparecchiatore l'Italia serbi una pia riconoscenza alla sua onoranda memoria.
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L'ora incalza ed  pur necessario ch'io mi affretti alla fine. Eppure, quante cose avrei ancora da dire, a non voler sembrare incompiuto: quante cose, che tornerebbero ad onore della sua memoria, e renderebbero meno indegno di lui il ricordo che ho tentato di farne. Ma bisogna pure ch'io accenni a quella non mai smentita dignit di pensiero e di vita, onde venne alla sua critica la fama e il consenso dei contemporanei, alla sua arte la simpatia pur di chi non l'approvava senza restrizioni, alla sua persona la stima e il rispetto di quanti in Italia seppero l'onore che va reso a un galantuomo di idee e di fatti intemerato. Ci furon momenti in cui una lode uscita dalla sua bocca gli avrebbe procacciato amicizie potenti e fruttuose riconoscenze; ma, se gli parve di non poterla sinceramente profferire, si morse le labbra e tacque; e seppe e volle vivere in onorata mediocrit di agi, quando altri, piegando il docile ingegno o la fertile fantasia ai desidri dei forti o alle voglie della piazza, apprestavano a s medesimi gli onori e le cariche rimunerate, e la fama chiassosa, e la ricchezza da male spendere.
Anche di questo, dunque, gli va reso onore: che, vissuto in una trista epoca, e in una generazione positivista e ciarlona, senza ideali nella vita politica, incerta del presente e dell'avvenire grama nel pensiero e nell'arte, egli ebbe la sua probit personale, egli ebbe la sua fede intellettuale, egli ebbe i suoi ideali artistici; e visse e mor galantuomo, come nei fatti dell'esistenza, cos nella fede e cos nell'arte.
E col ricordo delle sue virt morali  opportuno ch'io ponga fine a questo ormai troppo lungo discorso. L'arte  cosa sublime, se pu giovare al nostro miglioramento, se per diretta o indiretta via contribuisce a educare la coscienza e ad inalzare l'anima; ma se ha soltanto da servire al puro diletto dei sensi o alla soddisfazione degli istinti che sono in noi pi alieni dalla dignit umana, allora la sua meretricia bellezza non la esime dalla ripugnanza e dalla condanna di ogni animo ben nato. Ai giovani che mi ascoltano (e pi d'uno fra essi ha certo in cuore il germe d'una feconda ispirazione), a quelli che ora si affacciano alla soglia della vita con gi prescritto il solenne dovere di mantener grande con le opere della civilt questa gran madre che ha sugli omeri s vasto peso di gloria; ad essi io addito, con sicuro animo, in Luigi Capuana un luminoso esempio in cui figgere gli occhi, e da cui trarre conforto ed incitamento. Riscuotano negli animi la fede del Maestro morto; ed il Maestro rivivr, nella loro generosa giovinezza, di quella vita che sola  degna d'essere non inutilmente vissuta.
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FINE.
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BIBLIOGRAFIA.
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 1.
OPERE DI LUIGI CAPUANA.
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1861.
1. Garibaldi. Leggenda drammatica in tre canti. Catania, Crescenzio Galtola, 1861. Pp. 32.
Rarissimo opuscolo, che non mi riusc di trovare a Catania, e che fortunatamente si conserva nella Nazionale di Firenze (n. 3560-26). Credo sia la prima pubblicazione fatta dal Capuana.  dedicata "Alla sacra memoria di Daniele Manin". Interlocutori: nel canto I, Elim angelo, Salem serafino, una Giovinetta; nel canto II, la Giovinetta, la Madre, Elim, Salem e altri serafini; nel canto III, Garibaldi "al quarto lustro", Elim "in una nube". Luoghi dell'azione: canto I, "nell'aria", e poi in "Italia. Una stanzina con finestrella aperta"; canto II, ne "la stanzina del canto primo"; canto III, sur una "riva di mare", e poi in un "tempio". Secondo l'ingenua fantasia del giovine poeta, Garibaldi nasceva dagli amori di Elim con la Giovinetta.
1864.
2. "William Shakespeare per Vittor Hugo. Estr. dal giornale La Giovent, vol. V, Firenze, Tip. Galileiana di M. Cellini e C., 1864. Pp. 14.
 datato: "Firenze, 31 maggio 1864". Violento attacco contro il libro shakesperiano del grande poeta francese. Anche questo raro estratto - che non mi riusc di trovare a Catania, -  conservato nella Nazionale di Firenze.
1865.
3. Di alcune poesie scritte pel sesto centenario di Dante. Estr. dalla Rivista italica, fasc. VI-VII, 1865. Firenze, Tip. Galileiana di M. Cellini e C., 1865. Pp. 37.
Comincia: "Dall'immensa farragine di versi che l'Italia ha profuso a pi del monumento dantesco noi sceglieremo i pochi che abbiano in s qualche valore non comune, o porgano appiglio a considerazioni generali non affatto inutili per l'avvenire dell'arte". Discorre di Bernardino Zendrini, di Giuseppe Aglio, di Innocenzo Frigeri, del Gazzoletti, del Linguiti. - Anche questo estratto si trova nella Nazionale di Firenze.
4. Dante. Parole di L. CAPUANA, musica del Maestro P. RONZI. [Le sole parole] in: Sesto centenario di Dante. Inno, cori e cantata in onore di Dante Alighieri eseguiti nei giorni 14, 15 e 16 maggio in Firenze. Firenze, coi tipi di M. Cellini e C., alla Galileiana, 1865. Pp. 35.
Alla p. 5, il titolo seguente: CORI. I seguenti cori verranno eseguiti sulla piazza di S. Croce coll'ordine seguente, la sera del 14 maggio, circa le ore 10. Primo , alle pp. 5 e segg., il coro del Capuana: 8 strofe, di 4 endecasillabi ciascuna. Ecco le prime due:
Quando muto il sorriso dei cieli,
spento il verde che eterno l'infiora,
sovra il suol che qual Padre t'onora
cupa notte e silenzio star;
nota estrema che l'eco riveli
dell'immense macerie latine,
per qualunque remoto confine,
il tuo nome, o Alighieri, sar.
Seguono cori di A. Angelini (musica di E. Deschamps), S. Menasci (musica di G. Palloni), di L. Modona (musica di F. Anichini), di ...... (musica di R. Felici), di E. Ciampolini (musica di S. Favi), di R. Anz (musica di O. Mariotti), di S. Menasci (musica di G. Gialdini), di S. Brigidi (musica di E. Cianchi). - Il raro opuscolo si conserva nella Misc. 4224, n. 11, nella Nazionale di Firenze.
1870.
5. Il bucato in famiglia. Discorso pronunziato il d 24 novembre per la solenne premiazione delle scuole elementari maschili e femminili in Mineo. Catania, Stab. Tip. di C. Galtola, 1870. Pp. 23.
 dedicato "Al signor Antonio Capuana", zio dell'autore.
1866-1872.
6. Il teatro italiano contemporaneo. Saggi critici. Palermo, L. Pedone Lauriel, 1872. Pp. XXXII-464.
Contiene: Al Lettore, 1872. - I: Il teatro italiano contemporaneo (Cesare Trevisani, Delle condizioni della Letteratura drammatica italiana nell'ultimo ventennio, Relazione storica, Firenze, Bettini, 1862: 1867). - Autori ed attori: Ferdinando Martini (L'Elezione di un deputato, commedia in 3 atti) Luigi Alberti (Pietro o La gente nuova, commedia in 3 atti); Giuseppe Savelli (La strage degli innocenti, commedia in un prologo e 3 atti); Raffaello Massimiliano Giovagnoli (Un caro giovane, commedia in 5 atti); Ludovico Muratori (Fare entrare e fare uscire, commedia in 3 atti); G. Costetti (Il dovere, dramma in 5 atti: 1867); Valentino Carrera (Volere  potere, commedia proverbio in 3 atti; O l'una o l'altra, dramma; Raffaello, dramma in 5 atti in versi: 1867); Ludovico Muratori (Virginia o un'imprudenza, dramma in 2 atti; Il pericolo, commedia); Piero Corbellini (La Pia, tragedia, Pavia: 1866); Sestilio Fileti (Scritti Letterari, Messina, 1866: 1868); Raffaello Massimiliano Giovagnoli (La vedova di Putifarre, commedia in 3 atti); Leo Castelnuovo (L'x incognita di un giornale, commedia in 4 atti, e Un cuor morto: 1870); Leopoldo Marenco (Celeste, idillio campestre in 4 atti in versi: 1868); Achille Torelli (I mariti, commedia in 5 atti; Chi solo pu giungere a tanto, azione drammatica in un atto); Achille Torelli (La pi semplice donna vale due uomini); Riccardo Castelvecchio (La commedia in famiglia); Paolo Ferrari (Goldoni e le sue sedici Commedie nuove, La satira e il Parini, La medicina di una ragazza ammalata, Il codicillo dello zio Venanzio, Marianna, Vecchia storia: 1866); Paolo Ferrari (Il duello, commedia in 5 atti: 1868); Napoleone Giotti (I parenti, commedia in un prologo e 4 atti); Paolo Giacometti (Sofocle, dramma in 5 atti in versi); Francesco Dall'Ongaro (La cicuta, commedia in 2 atti, trad. da E. Augier: 1867); Andrea Pollani (Aspasa, azione tragica in 5 atti); Gaetano Bacchini (Giordano Orsini, tragedia in 5 atti: 1867); Filippo Barattani (Stella, dramma in 5 atti in versi); I. Cabianca (Ausonia, dramma in 5 atti in versi); R. Castelvecchio (Una catena d'oro, commedia in 2 atti); Leo di Castelnuovo (Il guanto della regina, commedia in 4 atti in versi, 1867); Carlo Goldoni (Le Bourru bienfaisant); Ottavio Feuillet (Un cas de conscience, proverbe: 1867); Gli esercizi della R. Scuola di declamazione; La compagnia francese Mey Nadier al Niccolini: 1868. - II. Teatro straniero contemporaneo: Alexandre Dumas fils (Les ides de M.me Aubray, comdie en 4 actes en prose: 1867); mile Augier (Paul Forestier, comdie en 4 actes en vers: 1867); Victorien Sardou (Nos bons villageois, comdie en 5 actes en prose); Victorien Sardou (Maison neuve, comdie en 5 actes: 1867); Auguste Vacquerie (Le fils, comdie en 4 actes: 1867); Edouard Foussier-Jules Barbier (Le matre de la Maison, comdie en 5 actes: 1866); Franois Ponsard (Le lion amoureux, comdie en 5 actes en vers: 1867); William Shakespeare (Riccardo III, tragedia in 5 atti, ridotta per le scene italiane dal sig. C. Rusconi); Luigi Alberti (Un eroe del mondo galante, commedia in 3 atti: 1867); Friedrich Schiller (Don Carlos, poema drammatico: 1867); Friedrich Halm, (Il figlio delle Selve, dramma in 5 atti: 1867). - III. Letteratura: Il Libro di Giobbe (Job, drame en 5 actes en vers, avec prologue et pilogue par le prophte Isaie, retrouv, rtabli dans son intgrit et traduit littralement sur le texte hbreu par P. Leroux, Paris, Dentu; 1866); Pier Angelo Fiorentino (Comdie et Comdiens, feuilletons, Paris, Michel Levy frres, 1866-67); Collana di scrittori di Terra d'Otranto (diretta da Salv. Grande, Lecce: 1867); Eliodoro Lombardi (Carlo Pisacane o la spedizione di Sapri, poemetto, Firenze, Barbra: 1867); Giovanni Prati (Armando, Firenze, Barbra: 1868); Lionardo Vigo (Il Ruggero, poema, Catania, Galtola: 1865); M. Rapisardi (La Palingenesi, Firenze, Succ. Le Monnier: 1868); Giuseppe Pitr (Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, Palermo, Pedone Lauriel: 1871).
7. Delfina. Racconto. Nella Nuova Antologia, maggio 1872.
1875.
8. Il Comune di Mineo. Relazione del Sindaco. Catania, Tip. di C. Galtola, 1875. Pp. 122.
Curioso documento dell'attivit esercitata dal Capuana come sindaco del suo paese natale.  indirizzato "Ai cittadini di Mineo".
1877.
9. Profili di donne. Novelle, con un'acquaforte di Grandi. Milano, Libreria Brigola ed. (Tip. Bernardoni), 1877. Pp. 300.
Contiene: Prefazione (Milano, 29 maggio 1877). - Delfina. - Giulia. - Fasma (Villa Santa Margherita, agosto 1874) - Ebe. - Iela (Mineo, 25 marzo 1876). - Cecilia.
1879.
10. Giacinta. Romanzo. Milano, Brigola e C. edit. (Tip. Bernardoni di C. Rebeschini e C.), 1879. Pp. 372.
11. PAOLO MAURA, Poesie in dialetto siciliano con alcune di altri poeti mineoli, una Prefazione di L. CAPUANA e un fac-simile. Milano, G. Brigola e C. (Tip. Bernardoni di C. Rebeschini e C.), 1879. Pp. XX-176.
1880.
12. Studi sulla Letteratura contemporanea. I. Serie. Milano, G. Brigola e C., 1880. Pp. VI-310.
Contiene: Prefazione (1879). - Giulio Michelet (1879). - Teofilo Gautier (1879). - Lionardo Vigo (1879). - Emilio Zola (1878). - E. De Goncourt e Jean La Rue (1879). - Giovanni Prati (1875). - L. Vigo e M. Rapisardi (1868). - M. Rapisardi (1877). - F. Fontana e L. Stecchetti (1877). - Luigi Gualdo (1879). - R. Sacchetti e E. Navarro (1879). - Giuseppe Pitr (1873). - Il libro di Giobbe (a proposito dell'ediz. fattane dal Leroux a Parigi nel 1866) (1867). - Aleardo Aleardi (s. d., ma prendendo lo spunto dall'edizione del suo Epistolario, con Introduzione di G. Trezza, venuta in luce nel 1879). - Luigi Settembrini (1879). - Una traduzione (La Natura di Lucrezio, tradotta dal Rapisardi, Milano, Brigola, 1879) (1879). - Antonio Galateo (1867). - Madama Roland ("dramma in un prologo e cinque atti di Vittorio Salmini") (1877). - Un tipo di comico (a proposito di Il Dio Milione, commedia in quattro atti di F. De Renzis) (1877). - A. Canello (1877).
13. Un bacio ed altri racconti. Milano, G. Ottino (Firenze, Tip. dell'Arte della Stampa), 1881. Pp. XXI-167.
Contiene: A Fasma (5 novembre 1880). - Un bacio. - Contrasto. - L'ideale di Piula. - Storia fosca. - Un caso di sonnambulismo (Catania 25 marzo 1873). - Il dottor Cymbalus (Firenze, settembre 1865).
14 in Catania-Casamicciola. Dal Don Chisciotte. Catania, N. Giannotta, 1881.
15 in Milano. Milano, G. Ottino (Firenze, Tip. dell'Arte della Stampa), 1881.
1882.
16. C'era una volta... Fiabe. Milano, Fratelli Treves, 1882. Pp. VIII-245.
Contiene: Prefazione (Roma, 22 giugno 1882). - Spera di Sole. - L'albero che parla. - Ranocchino. - Le arance d'oro. - La fontana della bellezza. - Senza-orecchie. - Il lupo manaro. - Serpentina. - L'uovo nero. - I tre anelli. - La figlia del Re. - Ti t riti, t.
17. Studi sulla Letteratura contemporanea. II Serie. Catania, N. Giannotta (Tip. L. Rizzo), 1882. Pp. VI-375.
Contiene: Prefazione. - Gino Capponi. - Tullo Massarani. - Un ignoto (Giovanni Faldella). - Carlo Dossi. - Balzac. - Gavarni. - Giovanni Verga. - Neera. - Alphonse Daudet. - Emilio Zola (Nana). - Goete e Diderot. - Don Giovanni (di Byron, versione di Vittorio Betteloni). - Elzeviri e non elzeviri (per V. Betteloni ed altri). - Pietro Cossa. - A proposito del dramma storico. - Due commedie nuove (I guai dell'assente di Leopoldo Marenco, Catene legali di Stefano Interdonato, ecc.). - Prometeo nella poesia (pel libro cos intitolato di Arturo Graf). - Leggende ebraiche. - Venezia. - Napoli. - La religione dell'avvenire (pel libro di Terenzio Mamiani, Della religione positiva e perpetua del genere umano, Milano, Treves, 1880). - La scienza delle religioni.
1883.
18. Storia fosca. II edizione, I migliaio. Roma, A. Sommaruga e C. (Tip. Fratelli Centenari), 1883. Pp. XIV-185.
Contiene: Al lettore (Roma, 5 aprile 1883). - Storia fosca (Milano, 15 febbraio 1879). - Un bacio (Milano, 30 novembre 1877). - Contrasto (Milano, 15 dicembre 1877). - L'ideale di Piula (Milano, gennaio 1879). - Un caso di sonnambulismo (Catania, 25 marzo 1873). - Il dottor Cymbalus (Firenze, settembre 1865).
19. Homo! Racconti. Milano, G. Brigola (Tip. Sociale E. Reggiani e C.), 1883. Pp. 308.
Contiene: Mostruosit (Mineo, 24 luglio 1881). - La mula (Mineo, 20 gennaio 1882). - Povero dottore! (Roma, novembre 1882). - Don Peppantonio (Roma, 27 dicembre 1882). - Evoluzione (s. d.). - Lo sciancato (Mineo, 28 maggio 1881). - Raffinatezza (Roma, 9 febbraio 1883). - Compartico (Mineo, 16 luglio 1882). - Bagni di Sole (s. d.). - Maestro Cosimo (Roma, 10 maggio 1883). - Nota.
20. Il regno delle Fate. Fiabe. Ancona, Morelli (Tip. Sarzani e C.), 1883. Pp. 112 in 16.
Dedicato: "Alla mia piccola amica Gina Sala-Ruspini. Mineo, 10 dic. 1882".
Contiene: Cecina. - Il cavallo di bronzo. - La vecchina. - Il soldo bucato. - Testa di rospo. - Il Racconta-fiabe.
21. La Reginotta. Fiaba, illustrata da U. Facchinetti. Milano, Ditta G. Brigola di G. Ottino e C. (Tip. Sociale di E. Reggiani e C.), 1883. Pp. 52
1884.
22. Parodie. Giobbe. Lucifero, con Prefazione di GIULIO SALVADORI, Catania, Giannotta, 1884. Pp. XII-45.
Contiene: Prefazione. - Giobbe (frammenti dai canti I, V, X, XII). - Nota. - Avvertenza. - Paralipomeni al "Lucifero". - Note.
23. Una bomba. Novella. Roma, Enrico Voghera [1884?]. Pp. 83. (Piccola antologia per giovanetti, Serie III, n. 28).
24. Spiritismo? Catania, N. Giannotta (Tip. Rizzo), 1884. Pp. 304.
Dedicato "A Salvatore Farina".
1885.
25. Giacinta. II edizione completamente rifatta. Catania, N. Giannotta (Tip. Galtola), 1885. Pp. 300, con ritratto.
26. Ribrezzo. Catania, N. Giannotta (Tip. Rizzo), 1885. Pp. VI-301.
Contiene: A Giovanni Verga (1885). - Ribrezzo (1885). - Precocit (1884). - Anime in pena (1883). - Gelosia (1883). - Adorata (1884).
27. C'era una volta... Fiabe. Edizione illustrata da 36 incisioni di A. Montalti e riveduta dall'Autore. Milano, Fratelli Treves, 1885. Pp. VIII-221.
V. qui dietro, il n. 16.
28. Per l'arte. Catania, N. Giannotta (Tip. Martinez), 1885. Pp. LXI-223.
Contiene: Per l'arte (da un volume in preparazione, intitolato Vaniloquia, 1885). - Scaramucce. - I "Promessi Sposi", 1883. - Interpretazioni artistiche, 1882. - Gabriele D'Annunzio, 1882 (su: Canto Novo e Terra Vergine, Roma, Sommaruga, 1882). - Medaglioni, 1883 (per E. NENCIONI, Medaglioni, Roma, Sommaruga, 1883). - L'Eterno femminino, 1882. - Alphonse Daudet (Numa Roumestan, moeurs parisiennes, Paris, Charpentier, 1881). - Torquemada, 1882 (V. HUGO, Torquemada, Paris, Calman Lvy, 1882). - La moglie di Claudio, 1882 (DUMAS, La femme de Claude udita recitare al Valle di Roma, dalla Duse). - Un romanzo giapponese, 1882 (Les fidles ronines, roman historique japonais par TAMENAGA SHOUNSONI, traduit sur la version anglaise par B. H. GAUSSERN, Paris, Quantin, 1882). - Felice Romani, 1882. (E. BRANCA, Felice Romani e i pi reputati maestri di musica del suo tempo, Torino, Loescher, 1882). - Giuseppe Macherione, 1882 (Giuseppe Macherione poeta e patriotta. Studio biografico del prof. A. Russo, Giarre, Castorina, 1883). - Bernardo Celentano, 1883 (Bernardo Celentano, notizie e lettere intime pubblicate nel 20 anniversario della sua morte dal fratello LUIGI, Roma, tip. Bodoniana, 1883). - Un poeta danese (W. GETZIIR, Digtervaeker, Copenhagen, 1876, 2 voll.)(12); Trucioli: I. (G. VERGA, Novelle rusticane, Torino, Casanova, 1883). - II. (La Fedora di VITTORIANO SARDOU). - III. (A. DE PONTMARTIN, Mes mmoires, Paris, Dentu, 1882). - IV. (GEORGE SAND, Correspondence, Paris, Lvy, 1882). -V. (ARISTIDE BARAGIOLA, Muspilli, Strasburgo, Schultz, 1882). - VI. (Per una poesia giapponese). - VII. (J. LEMATRE, J. et ED. DE GONCOURT, nella Revue politique et littraire, 30 sept. 1882). - VIII. (Pane nero di G. VERGA, Catania, Giannotta, 1882).
1886.
29. Giacinta. Nuova edizione riveduta dall'Autore. Catania, N. Giannotta (Tip. Galtola), 1886. Pp. 328, con ritratto.
Dedicato "A Emilio Zola. Nuovo omaggio di profonda ammirazione pel suo talento di artista".
30. Storia fosca. Terza edizione. Catania, N. Giannotta (Tip. di L. Rizzo), 1886. Pp. VII-157.
Contiene: Al lettore. - Storia fosca. - Un bacio. - Contrasto. - L'ideale di Piula. - Un caso di sonnambulismo. - Il dottor Cymbalus. - Convalescenza. - Nota.
31. Il Piccolo Archivio. Commedia in un atto. Catania, Galtola, 1886. Pp. 41.
Tiratura di 100 copie numerate, pi 25 non numerate, in elegantissima edizione, con fregi a colori, ciascuna rinchiusa in apposita busta.
1887.
32. Rospus. Fiaba in un atto, in prosa o quasi. Firenze, Tip. dell'Arte della Stampa, 1887. Pp. 23.
33. G. MIRANDA, Napoli che muore... (Studi di vita napoletana. Con Prefazione di LUIGI CAPUANA. Napoli, Casa Ed. E. Pietrocola, 1887. Pp. XIII-235.
1888.
34. Homo! Nuova edizione riveduta dall'Autore, coll'aggiunta di due Racconti. Milano, Fratelli Treves, 1888. Pp. XXXV-243.
Precede il volume un interessante scritto biografico - Come io divenni novelliere. Confessione a Neera (Mineo, 20 agosto 1887), - del quale dovr tenere gran conto il futuro studioso del Capuana. Il numero dei racconti non  punto aumentato in confronto colla precedente edizione di Homo registrata qui dietro, al n. 19. In questa nuova edizione  soltanto omessa la novella che ha per titolo Bagni di Sole, e ne  compresa (all'ultimo posto, avanti la Nota finale) un'altra: Il prevosto Montoro (Mineo, 16 febbraio 1886).
35. Semiritmi. (Poesie). Milano, Fratelli Treves, 1888. Pp. 99.
Contiene: Al sempre e sempre benevolo lettore. - A Enotrio. - Sub umbra. - Dinanzi un Cristo dipinto. - Serenata. - Cammeo. - Dormire... sognar forse! - Poesia musicale. - La fontana del pasci. - Ritratto fotografico. - Nella notte, per la foresta. - Intus. - L'Albergo del Cuore. - Saviezza. - Altitudo! - Ad una barca. - Per le nozze d'uno scienziato. - A Fasma. - Analisi. - ? - A Giannina. - Epigrammi. - Passio Domini nostri (frammenti di un Mistero). - Rospus (fiaba per musica). - Finis.
1889.
36. Giacinta. Terza edizione riveduta, con Prefazione dell'Autore. Catania, N. Giannotta (Tip. di F. Martinez), 1889. Pp. XVI-331.
37. Fumando. Novelle. Catania, N. Giannotta (Tip. Rizzo), 1889. Pp. 310.
Contiene: PARTE PRIMA: Rottura col Patriarca. - Alle Assise. - Gli scavi di Mastro Rocco. - Fra Formica. - Notte di S. Silvestro. - Tre colombe ed una fava. - Il Mago. - La conversione di Don Ilario. - Quacquar. - PARTE SECONDA: Tortura. - L'avventura di Alberto. - Il piccolo archivio. - Un melodramma inedito. - Un segreto - Lotta sismica.
38. C'era una volta... Fiabe. Nuova edizione aumentata e riveduta dall'Autore, con illustrazioni di E. Mazzanti. Firenze, F. Paggi (Tip. Moder), 1889. Pp. 315.
V. qui dietro, i ni. 16 e 27. - Contiene: Spera di sole. - Le arance d'oro. - Ranocchino. - Senza-orecchie. - Il lupo mannaro. - Cecina. - L'albero che parla. - I tre anelli. - La vecchina. - La fontana della bellezza. - Il cavallo di bronzo. - L'ovo nero. - La figlia del Re. - Serpentina. - Il soldo bucato. - T triti t. - Testa-di-rospo. - Topolino. - Il racconta-fiabe(13).
39. Vento e tempesta. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1889. Pp. 16.
40. Da lontano. Lettere di Renato. Nella Nuova Antologia, vol. CIII, pp. 521 e segg., febbraio 1889.
41. Il Tabbtu. Novella. Nella Nuova Antologia, vol. CVIII, pp. 487 e segg., dicembre 1889.
1890.
42. Profumo. Romanzo. Nella Nuova Antologia, voll. CXII-CXIV, luglio-dicembre 1890.
43. Giacinta. Commedia in cinque atti. Catania, N. Giannotta (Tip. L. Rizzo), 1890. Pp. XIV-112.
44. Il Muletto del Dottore. Novella. Nella Nuova Antologia, vol. CXI, pp. 300 e segg., maggio 1890.
45. Il canonico Salamanca. Novella. Nella Nuova Antologia, vol. CXIII, pp. 676 e segg., dicembre 1890.
1891.
46. Confessione. Novella. Nella Nuova Antologia, vol. CXVIII, pp. 459 e segg., agosto 1891.
1892.
47. Libri e teatro. Catania, Giannotta (Tip. di F. Martinez), 1892. Pp. XXXVII-283.
Contiene: La crisi letteraria, 1889. - Gabriele D'Annunzio (sul Piacere). - Enrico Becque (Thatre complet, Paris, Charpentier, 1890). - Il teatro libero (RACHILDE, Thatre, Paris, Savine, 1891, e M. MAETERLINCK, Les Aveugles, L'Intruse, La Princesse Malcene, Bruxelles, Lacombles, 1890). - Emilio Augier. - Intuitivismo (EDOUARD ROD, Trois curs, Paris, Perrin, 1890). - Ugo Fleres (Sacellum, nuovi versi, Catania, Giannotta, 1891). - Novelle (F. DE ROBERTO, La sorte, Catania, Giannotta, 1887, e R. ZENA, Storie semplici, Genova, Tip. dei sordomuti, 1887). - Alfonso Daudet. - Armando De Pontmartin. - Petruccelli della Gattina. - Don Raimondo di Sangro, Principe di S. Severo. - Una Prefazione, 1872 (gi premessa al Teatro italiano contemporaneo).
48. La Sicilia e il Brigantaggio. Roma, Editore "Il Folchetto" (Stab. Tip. ital. Via del Mortaro, 16), 1892. Pp. 93.
49. Cenerentola. Giornale per fanciulli e giovanetti, diretto da LUIGI CAPUANA. Abbonamento annuo L. 5; un numero separato, cent. 10. "Uscir tutte le domeniche, a cominciare dalla prima domenica del prossimo dicembre, in 12 pagine di grande formato, con molte illustrazioni originali... Per gli abbonamenti dirigere cartolina-vaglia alla Societ Laziale Tip. Editrice, Piazza del Popolo, 8-14, Roma. Chi manda L. 5, sar abbonato dal 1 Dicembre 1892 al 31 Dicembre 1893".
Foglietto volante di pubblicit. - Registrer qui sotto, all'anno 1893, il periodico quale realmente venne fuori, comprendendo sotto quella data anche i pochi fascicoli pubblicati nel 1892. Avverto che l'edizione, iniziata dalla Societ Editrice Laziale, fu poi da questa ceduta, a partire dal maggio 1893, alla Casa Editrice Voghera, pur essa di Roma.
1893.
50. Le Appassionate. Novelle. Catania, N. Giannotta (Tip. L. Rizzo), 1893. Pp. 490.
Contiene: PARTE PRIMA: Tortura (1889). - Fasma (1874). - Povero dottore (1882). - Cecilia (1876). - Storia fosca (1879). - Raffinatezza (1883). - Convalescenza (1885). - Un bacio (1877). - Contrasto (1877). - Un melodramma inedito (1888). - Avventura (1888). - Precocit (1884). - Gelosia (1883). - Idem per diversa (1890). - Il piccolo Archivio (1884). - PARTE SECONDA: Mostruosit (1881). - Iela (1876). - Adorata (1884). - Evoluzione [I. Anniversario; II. Dal taccuino di Oreste; III. Presentimenti; IV. Dall'epistolario di Oreste] (1882-83). - Ebe (1876). - Ribrezzo (1885). - Anime in pena (1883).
51. G. BRANDIMARTE, I racconti della Befana, con Prefazione di L. CAPUANA. Roma, Soc. Laziale, 1893. Pp. 118.
52. Cenerentola. Giornale pei fanciulli. Direttore LUIGI CAPUANA.
Il 1 fasc. venne fuori con la data del 18 dicembre 1892; il 2 del 25 dicembre. Durante il 1893 il periodico seguit a pubblicarsi regolarmente, e il Capuana v'inser i seguenti scritti: Avvertenza ("La Direzione", n. 1). - Piuma d'oro (ivi). - Storia d'un ramarro (n. 3). - La prima sigaretta (n. 4). - Spera di Sole. Commedia per burattini (ni. 7-10). - Le mie capinere (n. 13). - Don Bartolo Curti (n. 16). - Incipit vita nova ("La Direzione", ni. 18-19). - La bella addormentata nel bosco (ni. 18-19). Impressione (n. 20). - La commedia dei grandi rifatta dai piccini (ni. 21-22). - I padroncini (n. 23). - La commissione (n. 26). - La mia verlia (n. 28). - Acquerello (n. 29). - Aria! Moto (n. 30). - Cronaca di animali (n. 34). - Impressione (n. 37). - Vendemmia (n. 41). - Il drago (ni. 44-51). - Gattina e canino (n. 53). Il Presepe (n. 54).
1894.
53. Le paesane. Novelle. Catania, N. Giannotta (Tip. L. Rizzo), 1894. Pp. 405.
Contiene: PARTE PRIMA: Il canonico Salamanca (1889). - Lo sciancato (1881). - Rottura col Patriarca (1881). - La mula (1881). - Notte di San Silvestro (1890). - Gli scavi di Mastro Rocco (1888). - Alle Assise (1888). - INTERMEZZO: Il muletto del dottore (1890). - Lotta sismica (1891). - PARTE SECONDA: Mastro Cosimo (1883). - Tre colombe ed una fava (1888). - Don Peppantonio (1882). - Il prevosto Montoro (1886). - Fra Formica (1887). - La conversione di Don Ilario (1888). - Comparatico (1882). - Il medico dei poveri (1892). - Il "tabbtu" (1889). - Quacquar (1889). - Malia (1891). - Il mago (1889).
54. Il Raccontafiabe. Sguito al "C'era una volta...". Con disegni di E. Mazzanti ed E. Cecconi e copertina in cromolitografia di V. Corcos. Firenze, Bemporad (Tip. S. Landi), 1894. Pp. 260.
Contiene: Introduzione (Roma, 13 settembre 1893). - Piuma d'oro. - Grillino. - La mamma draga. - Re tuono. - Fata fiore. - Trottolina. - Mastro acconcia-e-guasta. -La figlia dell'Orco. - Bambolina. - Il barbiere. - Il gattino di gesso. - Il mugnaio. - L'ago. - La padellina. - L'asino del gessaio. - I due vecchietti.
55. Il Raccontafiabe. Sguito al "C'era una volta...". Con disegni di E. Mazzanti ed E. Cecconi, Firenze, Bemporad (Tip. S. Landi), 1894. Pp. 296.
Edizione in formato ridotto, ma identica per contenuto alla precedente.
56. Fanciulli allegri. Roma, Voghera, 1894. Pp. 68.
57. Impressione. Nella Strenna a beneficio della pia istituzione "Scuola e famiglia", protettrice di scolari poveri. Milano, Stab. Tip. E. Reggiani, 1894.
58. ENRICO IBSEN, Casa di bambola. Commedia in tre atti in prosa. Traduzione di L. CAPUANA. Milano. Max Kantorowicz (Tip. degli operai), 1894. Pp. 117, con ritratto.
59. La Sicilia nei canti popolari e nella novellistica contemporanea. Bologna, N. Zanichelli, 1894. Pp. 53 in 8.
1895.
60. Malia. Melodramma in tre atti. Musica di F. Paolo Frontini. Milano, Stab. tip. A. De Marchi, 1895. Pp. 35.
61. Il drago. Novelle, raccontini ed altri scritti per fanciulli. Roma, Voghera, 1895.
V. qui oltre, i ni. 73 e 104.
62. La Sfinge. Racconto. Nella Nuova Antologia, voll. CXLII-CXLIII, settembre-ottobre 1895.
1896.
63. Mondo occulto. Napoli, Pierro, 1896.
1897.
64. La sfinge. Romanzo. Milano, Brigola, 1897.
65. Fausto Bragia ed altre novelle. Catania, N. Giannotta, 1897. Pp. 252.
Contiene: PARTE PRIMA: Fausto Bragia. - Un carattere. - Confessione. - Ofelia. - Evocazione. - PARTE SECONDA: Zampone. - Il primo maggio del dottor Piccottini. - Amore libero. - La vendetta di un baritono. - PARTE TERZA: Dramma segreto. - La Mercede. - A una bruna.
66. Il braccialetto. Novelle. Milano, Brigola, 1897. Pp. 360.
67. Schiaccianoci. Novelle e novelline per fanciulli, con illustrazioni di C. Chiostri. Firenze, Bemporad (Tip. V. Sieni), 1897. Pp. 199.
 dedicato: "Alla soave memoria di mia sorella Teresina".
Contiene: Schiaccianoci. - Una bugia. - Il passerotto. - Rospo. - La nonna. - Lo spauracchio. - Suonatori ambulanti. - L'ultimo gastigo. - L'istitutrice. - Gattina e Canino. - I sonetti di Elettra. - Cioccolatini e sogni brutti. - La pensata di Lello. - Le cicale. - Le confidenze di Nannina. - Guglielmino. - La zia Marta. - Caratello. - Povero nonno!
68. C'era una volta... Fiabe. Terza edizione fiorentina, riveduta dall'Autore, con illustrazioni di E. Mazzanti. Firenze, Bemporad (Tip. Landi), 1897. Pp. 314.
69. Il Barone di Fontane Asciutte. Novella. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 novembre 1897.
1898.
70. Nuove "Paesane". Racconti. Torino, Roux, 1898. Pp. 216.
71. Scurpiddu. Racconti per ragazzi. Torino, Paravia, 1898.
72. Fanciulli allegri. Torino, Paravia, 1898. Pp. 67.
73. Il drago. Novelle, raccontini ed altri scritti per fanciulli. Torino, Paravia, 1898. Pp. 240.
Non ho visto esemplari con questa data; ma ne esistono, nei quali fu cambiata la copertina e rinnovato il frontespizio, con la data del 1904. Si veda pi oltre, il n. 104.
74. La commedia dei grandi rifatta dai piccini. Torino, Paravia, 1898. Pp. 18.
75. Spera di sole. Commedia per burattini. Torino, Paravia, 1898. Pp. 36.
76. L'Isola del Sole. Catania, N. Giannotta (Stab. tip. S. Di-Mattei e C.), 1898. Pp. III-209, con ritratto.
Contiene: Prefazione. - La Sicilia e il brigantaggio. - Appendice: La Mafia. - La Sicilia nei canti popolari e nella novellistica contemporanea.
77. Gli "Ismi" contemporanei (verismo, simbolismo, idealismo, cosmopolitismo), ed altri saggi di critica letteraria ed artistica. Catania, Giannotta (Tip. Rizzo), 1898. Pp. 335.
Contiene: Prefazione, o quasi. - La letteratura italiana nel 1876; Idealismo e Cosmopolitismo; La difesa di Empedocle (lettera aperta di UGO OJETTI a Luigi Capuana); La crisi del romanzo, Romanzi e novelle: I. Gabriele D'Annunzio (Giovanni Episcopo e L'innocente); II. E. A. Butti (L'automa) - Neera (Senio) - L. Gualdo (Decadenza); III. A. Albertazzi (Ave) - E. Corradini (Santamaura); IV. G. Deledda (La via del male) - A. Panzini (Gli ingenui); V. Un romanzo regionale (per A. LAURIA, Povero Don Camillo, scene della vita napoletana contemporanea, Catania, Giannotta, 1897). - VARIET: I. Il teatro di Giovanni Verga (Cavalleria rusticana, In Portineria, La Lupa); II. Pulvis et umbra (per il volumetto omonimo di V. Morello [Rastignac]); III. L'odissea della donna (per l'omonimo volume di T. Massarani e F. Colombi Borda, Roma, Forzani, 1893); IV. Lionardo Vigo (per G. B. Grassi Bertassi, Vita intima, Catania, Giannotta); V. Emilia Pardo-Bazan; VI. Un padre Bresciani spagnolo (Pequeeces del P. Luis Coloma de la Compaia de Jesus, Bilbao, 1891); VII. Un poeta drammatico portoghese (Eugenio De Castro Belkiss); VIII. Psicopatia cristiana (del Dr. E. Rossi, Roma, Tip. Laziale, 1892); I contadini siciliani (di S. Salomone Marino, Palermo, Reber, 1897). - ESCURSIONI D'ARTE: I. Michele La Spina, Ignazio Orlando; II. Grafomane? (Salvatore Grita, Schizzi critici, Roma, 1897); polemica in risposta all'articolo di E. BOUTET, Sicilia verista e Sicilia vera, nel Don Chisciotte di Roma, 7 gennaio 1894.
78. Alfonso Daudet. Nella Rivista d'Italia, anno I, fasc. 2, 1898.
79. La Nuova Artemisia. Novella. Nella Nuova Antologia, fasc. del 16 ottobre 1898.
1899.
80. Raccontini e ricordi per fanciulli. Torino, Paravia, 1899.
Vedi qui oltre, il n. 87.
81. Avarizia. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1899. Pp. 26.
82. Le prodezze d'Orlando. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1899. Pp. 16.
83. L'ultima scappata. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1899. Pp. 19.
84. Pupattolina. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1899. Pp. 16.
85. Cronache Letterarie. Catania, N. Giannotta, Pp. XXXII-299.
Contiene: Nuovi ideali d'arte e di critica. - Felice Cavallotti drammaturgo e poeta. - Alfonso Daudet. - Goethe (per E. ROD, Essai sur Goethe, Paris, Perrin, 1898). - G. PIPITONE FEDERICO, G. Meli, i tempi, la vita, le opere (Palermo, Sandron, 1898). - Gabriele D'Annunzio (su La Citt morta, Fr. Treves, Milano, 1898). - Emilio Zola. - Una jettatura (a proposito di un articolo del Fanfulla). - La Chimera (E. CORRADINI, La Verginit, Firenze, 1898). - E. Rod, E. Lesca (E. ROD, Nouvelles tudes sur le XIX sicle, Paris, Perrin, 1898, e G. LESCA, Leggendo e annotando, Roma, Loescher e C., 1898). - Vittorio Pica (Letteratura di eccezione); Enrico Ibsen (sul dramma Gian Gabriele Borkmann); Di un'opinione di E. Zacconi (a proposito degli Spettri di E. Ibsen); Ascensioni umane (per l'omonimo libro di A. FOGAZZARO, Baldini e Castoldi, Milano, 1898). - Tullo Massarani (su Diporti e veglie, Milano, Hoepli, 1898, e Poesie scelte di Elisabetta Barret Browning, versione libera, Milano, Treves, 1898). - E. De Amicis e F. Martini. - La nevrosi artistica (a Rastignac). - Domando la parola (per un Articolo del Marzocco). - Per un romanzo (UGO OJETTI, Il vecchio, Milano, Galli, 1898). - Dialoghi d'esteta (per l'omonimo libro di ROMOLO QUAGLINI, Milano, Treves, 1899). - Edoardo Boutet e le sue Cronache drammatiche. - La Societ per gli studi francesi in Italia.
1900.
86. Profumo. Romanzo. Quarta edizione. Torino, Roux e Viarengo, 1900. Pp. 284.
87. Raccontini e ricordi per fanciulli. Torino, G. B. Paravia e C., 1900. Pp. 79.
Contiene: PARTE I. RACCONTINI: Il paternostro di Checchino. - Cattiveria. - II croccante. - Malizietta. - La partenza di Lul. - La tazza di cioccolatte. - La pappa pel bambino Ges. - PARTE II. IMPRESSIONI E RICORDI: Le prime ciliege. - A Villa Corsini. - Benedizione. - Natale. - Due vecchietti. - Rondini, addio! - Le mie capinere. - La mia verlia.
88. Il "fuoco " di Gabriele D'Annunzio. Nella Rivista d'Italia, anno III (1900), vol. 1.
89. Il neo. Novella. Nella Nuova Antologia, fasc. del 16 luglio 1900.
1901.
90. Il Marchese di Reccaverdina. Romanzo. Milano, Treves, 1901. Pp. IV-386.
91. Il benefattore. Milano, C. Aliprandi (Tip. Marcolli e Turati), 1901. Pp. 235.
Contiene: Il benefattore. - Per un sogno. - Raccontava il dottor Maggioli... [sette episodi: I microbi del signor Sferlazzo. - L'incredibile esperimento. - Un geloso!!! - La redenzione dei capolavori. - Due scoperte. - L'invisibile. - Il busto). - Care parentesi. - Enimma.
92. Il Decameroncino. Novelle. Catania, N. Giannotta, 1901. Pp. 177, con ritratto.
Dedicato "a Vittoria Aganoor".
Contiene: Introduzione. - Giornata prima: Americanata. - Giornata seconda: L'aggettivo. - Giornata terza: Presentimento. - Giornata quarta: Il giornale mobile. - Giornata quinta: Creazione. - Giornata sesta: La spina. - Giornata settima: Il sogno di un musicista. - Giornata ottava: In anima vili. - Giornata nona: L'Erosmetro. - Giornata decima: Un uomo felice. - Conclusione.
93. Tentennone. Racconto. Lanciano, Carabba, 1901. Pp. 31.
94. Gastigo. Dramma in un atto. Nella Nuova Antologia. Fasc. del 12 e 16 ottobre 1901.
1902.
95. Delitto ideale. Novelle. Palermo, R. Sandron, 1902. Pp. VI-259.
Contiene: Delitto ideale. - Suggestione. - In barca. - Forze occulte. - Un consulto. - Sempre tardi. - Dolore senza nome. - L'ingenuit di don Rocco. - Oh quel silenzio! - Un'aria di Cimarosa. - Non predestinata? - Chi sa? - L'evocatrice. - L'inesplicabile.
96. C'era una volta... Fiabe. Settima edizione aumentata e riveduta dall'Autore, con illustrazioni di E. Mazzanti. Firenze, R. Bemporad e F. (Tip. di V. Sieni), 1902. Pp. 315.
Contiene: Prefazione. - Spera di sole. - Le arance d'oro. - Ranocchino. - Senza orecchie. - Il lupo mannaro. - Cecina. - L'albero che parla. - I tre anelli. - La vecchina. - La fontana della bellezza. - Il cavallo di bronzo. - L'uovo nero. - La figlia del re. - Serpentina. - Il soldo bucato. - T triti t. - Testa di rospo. - Topolino. - Il Raccontafiabe.
97. Parola di donna. Novella. Nella Nuova Antologia, fasc. del 16 maggio 1902.
98. La scienza della letteratura. Prolusione letta nella R. Universit di Catania il 5 giugno 1902. Catania, N. Giannotta, 1902. Pp. 19.
99. GIUSEPPE MACHERIONE, Versi inediti, con Introduzione di LUIGI CAPUANA, pubblicati a cura della Famiglia. Catania, N. Giannotta, 1902. Pp. 107.
L'Introduzione del Capuana, datata da "Roma, marzo 1901", occupa le pp. 5-30.
1903.
100. Gambalesta. Racconto. Livorno, S. Belforte e C., 1903. Pp. 159.
101. Pagine sorridenti. Novelle per ragazzi. Palermo, S. Biondo, 1903. Pp. 160, con ritratto.
Contiene: Dedica. - Le spine delle rose. - Nevicata. - Il signorino "Perch?". - Le bugie. - Imprudenze. - I gattini. - Mente sana. - Carlomagno. - Zi-zietta. - Ragazzi tipografi. - Le professioni di Arturo. - Epistolarietto.
102. Romanzi e Novelle. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 maggio 1903.
1904.
103. Il Raccontafiabe. Sguito al C'era una volta... del medesimo Autore, con disegni di E. Mazzanti ed E. Cecconi. Firenze, R. Bemporad e F., 1904. Pp. 293.
V. qui dietro, il n. 54.
104. Il Drago. Novelle, raccontini ed altri scritti per fanciulli. Torino, Ditta G. B. Paravia e C., 1904(14). Pp. VI-235.
Contiene: NOVELLE: Il Drago. - La prima sigaretta. - I padroncini. - La commissione. - Aria! Moto! - Paura. - La commedia dei grandi rifatta dai piccini. - RACCONTINI: Il Paternostro di Checchino. - Cattiveria. - Il croccante. - Malizietta. - La partenza di Lul. - La tazza di cioccolatte. - La pappa pel bambino Ges. - IMPRESSIONI E RICORDI: Le prime ciliege. - Villa Corsini. - Benedizione. - Natale. - Due vecchietti. - Rondini, addio! - Le mie capinere. - La mia verlia. - TEATRO PER BURATTINI: Spera di sole, commedia in due atti.
105. Lettere alla assente. Note ed appunti. Torino-Roma, Casa Ed. Nazionale Roux e Viarengo, 1904. Pp. 192.
Note di critica, gi pubblicate tutte (eccetto la quinta, l'ottava e la decima), nella Tribuna, nel Secolo XIX e nel Marzocco. Sono tredici in tutto. Ed ecco gli autori di cui si parla in esse: Adolfo Albertazzi, Romualdo Bonfadini, I. V. Brusa, Roberto Bracco, Giuseppe Cimbali, Giosu Carducci, S. De Sanctis, Giuseppe De Rossi, Edmondo De Amicis, Angelo De Gubernatis, G. De Frenzi, De Monaco, Guglielmo Ferrero, Giustino Ferri, Antonio Fogazzaro, Jane Grey, Tullio Giordana, Giuseppe Grassi Bertazzi, Jolanda, Giuseppe Lipparini, Camillo Melinard, Guido Menasci, Ernesto Masi, N. Marchese, F. S. Nitti, Neera, Olivieri Sangiacomo, Enrico Panzacchi, Giovanni Pascoli, Fabio Ranzi, Matilde Serao, Giovanni Siciliano, Niccol Tommaso, I. U. Tarchetti, L. A. Villari.
106. I fatti principali della Storia d'Italia, raccontati da uno zio ai nipoti scolari della quarta classe elementare. Parte I. Dalla fondazione di Roma alla scoperta dell'America. Nuova ristampa, Catania, F.lli Battiato (Tip. C. Galtola), 1904. Pp. 87.
107-108. I fatti principali della Storia d'Italia, raccontati da uno zio ai nipoti scolari della quinta classe elementare. Parte II. Dalla scoperta dell'America fino al tempo presente. Catania, F.lli Battiato (Tip. C. Galtola), 1904. Pp. XVI-223(15).
1905.
109. Re Bracalone. Romanzo fiabesco, illustrato da 18 composizioni di C. Chiostri. Firenze, Bemporad, 1905. Pp. 282.
110. Scurpiddu. Racconto illustrato per ragazzi. Torino, G. B. Paravia e C., 1905. Pp. 160.
111. Coscienze. Novelle. Catania, F.lli Battiato (Tip. C. Galtola), 1905. Pp. XV-271.
Contiene: Prefazione. - Parola di donna. - In vino veritas. - Eligio Norsi. - Ma, dunque? - L'anello smarrito. - Esitanze. - Rettifica. - Il Paraninfo. - Sfogo. - L'abate Castagna. - Risposta. - Un consulto legale. - Un cronista. - Sorrisino. - Lettera di uno scettico. - Un suicida. - Il Braccaccio. - Il caso di Emilio Roxa. - Tormentatrice.
112. I diritti e i doveri ad uso dei giovanetti delle scuole elementari superiori. Catania, F.lli Battiato, 1905. Pp. 32.
113. I fatti principali della Storia d'Italia raccontati da uno zio ai nipoti scolari di 4a classe elementare. Catania, F.lli Battiato (Tip. C. Galtola), 1905. Pp. 80.
114. I fatti principali della Storia d'Italia raccontati da uno zio ai nipoti scolari di 5a classe elementare. Catania, F.lli Battiato (Tip. C. Galtola), 1905. Pp. 80.
115. Breve Storia d'Italia ad uso delle scuole tecniche e complementari. Parte I. (Dai tempi antichissimi al 474 d. C.). Catania, F.lli Battiato (Tip. G. Russo), 1905. Pp. 131(16).
116. Breve Storia d'Italia ad uso delle scuole tecniche e complementari. Parti II e III. Catania, C. Battiato (Tip. Galtola), 1905. Pp. 76 e 150.
117. Storia d'Italia ad uso dei Ginnasi inferiori. Parte I. (Dai tempi antichissimi al 476 d. C.), Catania, Fratelli Battiato ed. (Tip. G. Russo), 1905. Pp. 122(17).
118. Storia d'Italia ad uso dei Ginnasi inferiori. Parte II. (Dal 476 al 1748). Catania, C. Battiato (Tip. C. Galtola), 1906. Pp. 147
119. Il mulo di Rosa. Scene siciliane. Nella Nuova Antologia, fasc. del 16 gennaio 1905.
120. L'arte e la vita. Nella Nuova Antologia, fasc. del 16 luglio 1905.
121. La "Fiorita" di Riccardo Forster. Nella Nuova Antologia, fasc. del 16 novembre 1905.
1906.
122. La paura  fatta di nulla, ed altre novelle. Torino, G. B. Paravia, 1906. Pp. 36.
123. Come Berto divenne buono. Novellina. Palermo, Corselli, 1906. (Bibliotechina ideale illustrata, N. 1). Pp. 20.
124. Storia d'Italia ad uso dei Ginnasi inferiori. Parte III. (Dal 1748 ai nostri giorni). Catania, C. Battiato, 1906. Pp. 92.
1907.
125. Rassegnazione. Romanzo. Milano, Treves, 1907. Pp. 317.
126. Cardello. Racconto, illustrato da G. G. Bruno. Palermo, Sandron, 1907. Pp. 248.
127. Un vampiro. Con ritratto, e con disegni di Castellucci. Roma, Enrico Voghera, 1907. Pp. 130.
Contiene: A Cesare Lombroso (Catania, 28 giugno 1906). - Un vampiro. - Fatale influsso. - Nella lettera di dedica  osservabile l'asserzione seguente: "m'induceva a questo [farle riverente omaggio di questo volumetto] non solamente l'antica affettuosa venerazione, ma anche l'idea che il soggetto delle due novelle qui riunite, avendo qualche relazione coi suoi ultimi spassionatissimi studi intorno ai fenomeni psichici, dei quali abbiamo ragionato in Roma ogni volta che ho avuto il piacere di rivederla, evitava all'omaggio il difetto di una troppo grave stonatura".
128. State a sentire. Novelle, con fototipie di Prosa, Pasini, Kienerk, Chiostri e Sarri. Palermo, R. Sandron, 1907. Pp. 295.
Contiene: Prefazione. - Puppattolina. - Cutrettola. - Le prodezze d'Orlando. - L'ultima scappata. - Vento e Tempesta. - Avarizia. - Scimmiotto. - Una bomba. - All'erta! All'erta!
129. Il drago ed altre cinque novelle per fanciulli. Terza edizione, Torino, Paravia, 1907. Pp. 96.
Contiene: Il Drago. - La prima sigaretta. - I Padroncini. - La Commissione. - Aria! Moto! - Paura. - (Cfr. qui dietro, il n. 104).
130. La prima sigaretta ed altre novelle. Torino, G. B. Paravia, 1907. Pp. 36.
131. N. MARTOGLIO, Centona. Raccolta completa di versi siciliani, con Prefazione di L. CAPUANA. Catania, Giannotta, 1907. Pp. XV-347
132. Letteratura femminile. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 gennaio 1907.
1908.
133. Profumo. Romanzo. Sesta edizione. Roma, E. Voghera, 1908. Pp. VIII-270.
134. Passa l'amore. Novelle. Milano, Fratelli Treves, 1908. Pp. 342.
Contiene: Il buon Pastore. - Il barone di Fontane Asciutte. - L'amuleto. - Il fascio del Cavaliere. - La Pensione Garacci. - Zi' Gamella. - Fastidi grassi. - Sfumature. - La casa nuova. - Un eccentrico. - Il mulo di Rosa. - Le verginelle. - Donna Straula.
135. Figure intraviste. Novelle. Roma, E. Voghera, 1908. Pp. 219.
Contiene: Amori. - Veggenza. - Una vittima. - Elios! - La coda del diavolo. - Viaggio di ricerca. - Un amore. - Sogni... non sogni! - Una terribile avventura. - La villa abbandonata. - Salvezza. - Dolce potere. - L'allucinato.
136. Chi vuol fiabe, chi vuole? Firenze, R. Bemporad, 1908. Pp. 425
Contiene: Ai bambini lettori. - La figlia del Giardiniere. - Il tesoro nascosto. - Cingallegra. - Comare Formica. - Il principe Pettirosso. - Radichetta. - Le bisacce del lupinaio. - Saltacavalla. - Le nozze di Primpellino. - Il nido dei draghi. - Carbonella. - Pane e Cacio.
137. Schiaccianoci. Novelle e novelline per fanciulli. Seconda edizione. Firenze, Bemporad (Tip. Elzeviriana), 1908. Pp. 277.
Contiene: Schiaccianoci. - Una bugia. - Il passerotto. - La Nonnina. - Lo spauracchio. - Suonatori ambulanti. - L'ultimo gastigo. - L'Istitutrice. - Gattina e canino. - I sonetti di Elettra. - Cioccolatini e sogni brutti. - La pensata di Lello. - Le cicale. - Le confidenze di Nannina. - Guglielmino. - La zia Marta. - Caratello. - Povero Nonno!
138. Cara infanzia. Racconti per i fanciulli, illustrati da G. Martoglio. Lanciano, R. Carabba, 1908. Pp. 150.
Dedicato: "Ai cari bambini Lello, Lina e Delfina Feola di Valcorona, affettuosamente. Catania, 23 aprile 1908". - Contiene: Il porta-fortuna. - La servina. - Pan-perso. - La zia Lena.
139. Prima fioritura. Corso di letture educative per le classi elementari maschili. Libro ad uso della III classe. Palermo, Biondo, 1907. Pp. 175.
140. Prima fioritura. Corso di letture educative per le classi elementari maschili. Libro di lettura ad uso della IV classe. Palermo, Biondo, 1908. Pp. 224.
141. Prima fioritura. Corso di letture educative per le classi elementari femminili. Libro di lettura ad uso della III classe. Palermo, S. Biondo, 1908. Pp. 160.
142. Prima fioritura. Corso di letture educative per le classi elementari femminili. Libro di lettura ad uso della IV classe. Palermo, Biondo, 1908. Pp. 208.
143. LIBERO AUSONIO, Le novelle del verde. Con Prefazione di LUIGI CAPUANA. Napoli, Libreria ed. Bideri, 1908. Pp. 125.
144. Amori. Novella. Estratto dalla Rassegna contemporanea, a. I, n. 1. Roma, 1908 (Stab. Tip. Cappelli, Rocca San Casciano). Pp. 20.
1909.
145. Scurpiddu. Racconto illustrato per ragazzi. Torino, G. B. Paravia e C., 1909. Pp. 160.
146. Raccontini e ricordi per fanciulli. Terza ristampa. Torino, G. B. Paravia e C., 1909. Pp. 79(18).
147. Roberto Bracco novelliere. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 novembre 1909.
1910.
148. Nel paese della zgara. Novelle siciliane. Firenze, Bemporad (Societ Tip. fiorentina), 1910. Pp. 347.
Contiene: Il vicolo. - A l'Acqua Nova. - Nella vallata. - La Mammina. - La festa dei Pastori. - La casa della Provvidenza. - Quel che poi fece Nino. - Piccolo idillio. - Il portafoglino. - Le zucche di don Liddu. - Lo sgombero. - Imprudenza.
149. AHNFELT ASTRID. Foglie al vento. Scene del terremoto del 1908, con Prefazione di L. CAPUANA. Firenze, Barbra, 1910. Pp. VI-205.
150. La fine di Leone Tolstoi. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 dicembre 1910.
1911.
151. Teatro dialettale siciliano. Vol. I. Palermo, Reber (Tip. Virz), 1911. Pp. XVI-193.
Contiene: Malia. - La cavaleri Pidagna.
152. Teatro dialettale siciliano. Vol. II. Palermo, Reber (Tip. Virz), 1911. Pp. 165.
Contiene: Ppi lu currivu. - Bona genti.
153. Perdutamente. Novelle. Ancona, Puccini (Tip. Novelli e Castellani), 1911. In Anime a nudo. Collezione di romanzi e novelle diretta da L. CAPUANA. Pp. 288.
Contiene: Perdutamente. - Signorinella. - La nemica. - Teorica e Pratica. - L'iniziatore. - Trasformazione. - I mestieri di Don Maso. - E... silenzio!!! - ?... - La terribile insidia. - Recidivo! - Padre Bombarda. - L'Inglese.
154. La volutt di creare. Novelle. Milano, Fratelli Treves, 1911. Pp. VIII-309.
Contiene: Al lettore (Catania, gennaio 1911). - Creazione. - Americanata. - Presentimento. - I microbi del Signor Sferlazzo. - Un geloso!!! - Il giornale mobile. - Il sogno d'un musicista. - La spina. - L'incredibile esperimento. - Un uomo felice. - La redenzione dei capilavori. - La scimmia del prof. Schitz. - Il busto. - L'aggettivo. - "In anima vili". - L'ersmetro. - La conquista dell'aria. - Due scoperte. - L'invisibile. - La maga. - Il domatore di aquile. - Conclusione.
155. L. CAPUANA, P. LOMBROSO, D. B. SEGR. Fiabe. Roma, Casa ed. Podrecca e Galantara (Citt di Castello, Unione arti grafiche), 1911. In Primavera. Pubblicazione mensile per i fanciulli, n. 5. Pp. 80.
1912.
156. Teatro dialettale siciliano. Vol. III. Palermo, Reber (Tip. Virz), 1912. Pp. 168.
Contiene: Cumparaticu. - 'Ntirrugatoriu. - Riricchia.
157. Gli Americani di Rbbato. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1912. Pp. 348.
158. Cardello. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1912. Pp. 274.
159. Prima fioritura. Corso di letture educative per le classi elementari maschili. Libro di lettura ad uso delle classi V, VI. Palermo, S. Biondo, 1912. Pp. 319, con 8 tavole.
160. Prima fioritura. Corso di letture educative per le classi elementari femminili. Libro di lettura ad uso delle classi V, VI. Palermo, S. Biondo, 1902. Pp. 344, con 7 tavole.
161. Novellistica d'oggi. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 aprile 1912.
1913.
162. Eh! la vita ... Novelle. Milano, R. Quintieri (Tip. Agraria), 1913. Pp. 266.
Contiene: Pasqua senz'Alleluja. - Il segreto di Dora. - Sanguedolce. - Rinnovamento. - Don Mignatta. - Al Santuario. - I soliloqui di Bicci. - L'inconsolabile. - L'ultima lusinga. - L'ideale. - Un sogno. - Arme ritorta. - La tragedia che... - L'amico Ramaglia. - L'"Omo selvaggio".
163. La primavera di Giorgio. Racconto. Ostiglia, Casa ed. La Scolastica (Tip. La Sociale), 1913. Pp. 96.
164. Testoline! Racconti. Lanciano, R. Carabba, 1913. Pp. 156.
165. Da lontano. Novella. Nella Nuova Antologia, fasc. del 1 agosto 1913.
166. Milda. Fiaba in un atto di LUIGI CAPUANA. Musica di PAUL ALLEN. Milano, Casa Musicale Lorenzo Sonzogno (Stab. Tip. E. Reggiani), 1913. Pp. 25.
I personaggi sono: Rospus, mago; Milda; Wolff; la Fata Vampa; Coro di uomini e di donne mutati in rospi e ranocchi dal mago Rospus.
1914
167. Giacinta. Romanzo. Milano, A. Cervieri (A. Gorlini e C.), 1914. (Nella Biblioteca Florentia: collana di scrittori italiani e stranieri). Pp. 245.
168. Giacinta. Romanzo. Sesto S. Giovanni, Casa ed. Madella, 1914. Pp. 263.
169. Istinti e peccati. Novelle. Catania, Libreria ed. Minerva (G. Di Mauro e C.), 1914. Pp. 249.
Contiene: Pietro Paolo Paradossi. - L'apostolo. - La voglia. - Un segreto di Pulcinella. - Potere di ombre. -Perch? - Il vellino. - Suggestione. - Ah la scienza! - Colui che non pu amare. - Per la morte della morte. - La divina espiazione. - Da lontano. - Il monumento. - Perch non prendo moglie?
170. Il nemico  in noi. Novelle. Catania, N. Giannotta, 1914. Pp. VIII-206, con ritratto.
Contiene: Avvertenza. - Tormenta! - Storia fosca (1879). - Convalescenza (1885). - Un bacio (1877). - Contrasto (1877). - L'idealismo di Pula (1879). - Un caso di sonnambulismo (1873). - Il dottor Cymbalus (1865). - Nota.
171. Passanti. Novelle. Rocca S. Casciano, L. Cappelli, 1914. Pp. 247.
Contiene: Tre fratelli. - Parola di donna. - Il Paraninfo. - Eligio Norsi. - Sempre tardi. - Sorrisino. - Un suicida. - Lettera di uno scettico. - Delitto ideale. - Rettifica. - L'abate "Castagna". - Il caso di Emilio Roxa. - Forze occulte. - Ma dunque? - Un cronista. - Il Braccaccio. - L'anello smarrito. - L'inesplicabile.
172. Profili di donne. Novelle. Sesto S. Giovanni, Casa Ed. Madella, 1914. Pp. 213.
Contiene: Prefazione. - Delfina. - Giulia. - Fasma (1887). - Ebe. - Iela (1876). - Cecilia.
173. La primavera di Giorgio. Ostiglia, La Scolastica, 1914. Pp. 96.
 datato cos dall'Autore: "Catania, 28 di maggio 1913, entrando nel mio 75 anno di et". (P. 96).
174. EDOARDO NICOTRA D'URSO, Nuovissimo dizionario siciliano-italiano... con Prefazione di LUIGI CAPUANA. Catania, Casa Ed. "La Siciliana", 1914. Pp. VI-404.
175. L'augurio a "Siciliana". Nella Rassegna siciliana. Anno I, n. 1. Catania, 20 maggio 1914.
1915.
176. Cardello. Racconto per la giovent. Palermo, R. Sandron, 1915. Pp. 269, con ritratto.
177. Dalla terra natale. Novelle. Palermo, R. Sandron, 1915. Pp. 232.
Contiene: Fratello e sorella. - Nel bosco delle streghe. - I majori. - Te', Nievola, te'. - Una rottura. - Il breviario di quaranta fogli. - San Silvestro glorioso!... - Sotto la pergola. - Don Saverio. - I terremoti di Nino d'Arco. - L'eremita di Rapicavoli. - Il cercatore del convento.
178. Nostra gente. Novelle. Palermo, R. Sandron, s. d., ma 1915. Pp. 238.
Dedicato: "A Giovanni Verga fraternamente".
Contiene: L'assoluzione. - Don Peppantonio. - Cani, furetto e... chioccoli. - Alle Assise. - Il dottor Ficicchia. - La gran quistione... - Il Banditore. - La moglie e la mula. - Tre colombe e una fava. - Lo stemma. - Mastro Cosimo. - L'avventura del dottore. - L'incantesimo. - Il "San Giovanni".
179. Profili di donne. Sesto San Giovanni, Casa Ed. Madella, 1915. Pp. 213.
V. qui dietro, il n. 172.
180. C'era una volta... Fiabe. XX edizione. Firenze, R. Bemporad (Tip. L'Arte della Stampa), 1915. Pp. 214.
V. qui dietro, il n. 96.
181. Tirititf! Fiaba, con disegni di Yambo. Ostiglia, Casa Ed. "La Scolastica", 1915. Pp. 113.
182. ADELAIDE BERNARDINI, Ammatula! Dramma in un atto, tradotto in dialetto siciliano da L. CAPUANA. Catania, N. Giannotta, 1915. Pp. 53.
1916.
183. Profili di donne. Novelle. Sesto S. Giovanni, Casa Ed. Madella, 1916. Pp. 174.
V. qui dietro, il n. 172.
184. Profili di donne. Napoli, T. Villani, 1916. Pp. 156.
185. Novella inedita. Nella Farfalla, n. del 2 marzo 1916.
1917.
186. Un bacio, ed altri racconti. Sesto San Giovanni, Casa Ed. Madella, 1917. Pp. 157.
V. qui dietro, il n. 13.
1918.
187. Gli americani di Rbbato. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1918. Pp. 351.
188. Cardello. Racconto. Palermo, R. Sandron, 1918. Pp. 269, con ritratto.
189. I processi al futurismo per oltraggio al pudore. Arringhe di SALVATORE BARZILAI, LUIGI CAPUANA, INNOCENZO CAPPA, F. T. MARINETTI, CESARE SARFATTI, RENATO ZAVATARO. Rocca S. Casciano, L. Cappelli, 1918. Pp. 147.
1919.
190. Il Paraninfo. Commedia in tre atti. Nella Rassegna italiana, fasc. del 15 marzo, 15 aprile, 15 maggio 1919.

 2. ALCUNI SCRITTI ATTORNO IL CAPUANA(19)
1. AUGUSTO FRANCHETTI, Rassegna drammatica. Nella Nuova Antologia, vol. XXI, fasc. 10, ottobre 1872. Si discorre dei Saggi critici del Capuana sul Teatro italiano.
2. GIORGIO ARCOLEO [sulla Giacinta], nel Fanfulla della domenica, anno I, 1879, n. 8.
3. ENRICO PANZACCHI, Teste quadre. Bologna, Zanichelli, 1880.
4. Giobbe. Serena concezione di Marco Balossardi. Nella Terra di Hus, a spese della Colonia Arcadica Simetea (Milano, Tip. dei Fratelli Treves, 1882).
 santa cosa
la critica  di certo se ciascuno
come la Bibbia a modo suo la tira.
Credi al Molmenti ? A Carlo Raffaello
Barbiera? Al Capuana?...
Pp. 155 e seg.
Lavorate, perdio, ma lavorate,
Boito (Camillo), Fortis, Capuana,
che un libro noi vogliam per settimana,
e i poeti d'imitar tentate,
che per nostro malanno
almeno figlian un poema all'anno.
P. 232.

5. E. NENCIONI [sul C'era una volta...], nel Fanfulla della domenica, n. del 26 novembre 1882.
6. F. TORRACA, Saggi e rassegne. Livorno, Vigo,1885. Pp. 261-64.
7. E. SCARFOGLIO, Il libro di don Chisciotte. Roma, Sommaruga, 1885.
Sul C. si v. le pp. 110-123, dove son giudizi arditi e interessanti.
8. G. PIPITONE FEDERICO, Saggi di Letteratura contemporanea. Palermo, Tip. editrice Giannone e Zamantia, 1885. V. le pp. 11-81.
9. E. ROD, Les veristes italiens. Negli tudes sur le XIXe sicle. Paris, Perrin, 1888. V. le pp. 171-182.
10. GABRIELE SCOTTI, Romanzi e romanzieri. Casalbordino, De Arcangelis, 1889. Pp. 15-18.
11. AMORE, Fanfulliana. Quisquilie e ripicchi. Catania, 1890.
12. VITTORIO PICA, All'avanguardia. Studi sulla Letteratura contemporanea. Napoli, Pierro, 1890. V. le pp. 405-436.
13. VITTORIO PICA [su Profumo], nella Domenica del "Don Marzio", n. del 10 gennaio 1892.
14. Mala. Melodramma in tre atti di LUIGI CAPUANA; musica di F. PAOLO FRONTINI. Giudizi della Stampa. Catania, Tip. di Giacomo Pastore, 1893. Pp. 32.
Raccolta fatta da G. TOMASELLI RUSSO, che vi manda innanzi una sua prefazione. Uno solo dei giudizi  accompagnato dal nome dell'autore: Stefano Perotti.
15. UGO OJETTI [sulle Paesane], nella Nuova Rassegna, n. del 24 dicembre 1893.
16. C. SPELLANZON, Novellieri e novelle. Venezia, Stab. tip. Succ. M. Fontana, 1894. V. le pp. 25-30.
17. G. B. GRASSI BERTAZZI, Lionardo Vigo e i suoi tempi. Catania, Giannotta, 1897.
Vi son riprodotti o usufruiti numerosi brani di lettere del Vigo al Capuana, cominciando dalla p. 196; ed  da tenerne gran conto anche per la biografia del Nostro. Gli amichevoli rapporti fra i due si iniziarono quando il Capuana era ancora giovinetto.
18. ENRICO CORRADINI [sul Marchese di Roccaverdina], nel Marzocco, n. del 16 giugno 1901.
19. ENRICO PANZACCHI, nella Nuova Antologia, fasc. del 1 luglio 1902.
20. MAURICE MURET, nel Journal des Dbats. n. dell'8 novembre 1903.
21. ADOLFO ALBERTAZZI, Il Romanzo. Milano, Vallardi, s. a., pp. 310 e segg.
22. G. SPENCER KENNARD, Romanzi e romanzieri italiani. Firenze, Barbra, 1904, vol. II, pp. 223-240.
23. GUIDO FALORSI, Romanzieri italiani moderni. Estr. dalla Rassegna nazionale, fasc. del 16 nov. e del 1 dic. 1904.
Ampia recensione del libro del Kennard sui romanzieri italiani viventi. V. la p. 59.
24. FRANOIS GAETA, L'Italie littraire d'aujourd'hui. Paris, Sansot, 1904. Pp. 19 e 55.
25. BENEDETTO CROCE, La Letteratura della nuova Italia. Saggi critici. Bari, Laterza, 1914-15. V. vol. I, p. 184; II, 189 [a proposito delle parodie rapisardiane composte dal Capuana], 197; III, 101-118, 119.
26. EZIO FLORI, Cronache letterarie (1900-1907). Milano, Vallardi, 1907.
Le pp. 268-279 son dedicate all'esame dei due romanzi del C., Il Marchese di Roccaverdina e Rassegnazione. A p. 274, un brano d'una lettera del Capuana.
27. A Luigi Capuana. Catania, XXX gennaio MCMX. "Nell'occasione del suo giubileo letterario e del suo 70 anno di et, i professori italiani, gli amici". Pp. 35.
Contiene brevi scritti - convenevoli e giudizi - di L. Rava, G. Verga, F. De Roberto, C. Lombroso, B. Croce, S. Farina, V. Aganoor Pompili, E. Ferri, E. Rod, G. Pezzana, R. Bracco, A. Negri, A. Baccelli, Neera, A. Lauria, R. Fucini, Teresah, G. Antona Traversi, E. Gianelli, T. Cannizzaro (versi), A. Albertazzi, M. Muret, Jolanda, G. Mazzoni, L. Ferriani, Cl. Tartufari, A. S. Novaro, L. Di San Giusto, F. Scarpelli, G. Lipparini, V. Marini, E. Della Porta, C. Montani, R. Botti Binda (versi), A. Lumbroso, E. Tissot, A. De Gubernatis, L. A. Tomasselli (Melitta), A. Russo Aiello (Qualche particolare intorno a L. Capuana, nell'intimit giovanile), A. Franchi, G. E. Nuccio (L'artista-educatore), G. De Rossi, P. De Luca, F. T. Marinetti, C. Bertolazzi, R. Carabba, L. Marino, E. A. Marescotti, G. Cimbali, A. Agresti, H. Doesnel, F. De Maria, "Bruna", St. Manca, G. Capra Boscarini, B. M. Cammarano, V. Picardi, E. Navarro Della Miraglia, M. La Spina, R. Sandron, S. Zambaldi, Cl. Bernab Silorata, E. Damiani, M. Van Maanen, L. A. Villari, G. Rossi, G. Melodia, N. Coco Gambino, A. Salvatore, N. Feola di Valcorona, A. Capuana Bernardini (versi).
28. G. A. BORGESE [sulla Volutt di creare], nel Mattino, n. del 22-23 marzo 1911.
29. A. AMANTIA, Luigi Capuana poeta. Catania, edizione di Prometeo, 1911. Pp. 13.
30. EMILIO CECCHI, Novelle del Capuana. Nella Tribuna, n. del 4 luglio 1911.
31. ADELAIDE CAPUANA BERNARDINI, Una smentita. In Aprutium, fasc. dell'aprile 1913, 199 e seg.
32 FRANCESCO BIONDOLILLO, Macellatio Capuanae Bernardinaeque. Milano, Nuova Casa Editrice, 1913.
33. MARIOTTO MARIOTTI, FRANCESCO BIONDOLILLO, A proposito della "Biblioteca di critica cesariana". Nel Giornale di Sicilia, n. del 28 giugno 1913.
A proposito del libello contro il Capuana qui dietro registrato, al n. 32.
34. Una lettera del Prof. Cesareo. Nel Giornale di Sicilia, n. del 29 giugno 1913.
In risposta a quella registrata al n. precedente.
35. Lettere di MARIO RAPISARDI a Calcedonio Reina, a cura di ALFIO TOMASELLI. Palermo, Pedone Lauriel, 1914.
Ve n'ha una, in data del 4 aprile 1886, contenente le seguenti frasi: "Sai che ho fatto la pace col Mineoto?  stato Gaetano che ha fatto il pateracchio. L'offeso ero io, e se stringer la mano all'offeso  riconoscimento e pentimento d'una cattiva azione, stringerla all'offensore  magnanimit: tanto pi se l'offensore ha bisogno di noi. E tale  il caso del Mineoto, che, volendo concorrere a una cattedra dell'universit, temeva che io gli sarei stato contrario: timore vano, perch, non solo io sono pi amico del giusto che di me stesso, ma dei nemici io mi vendico, quando posso, beneficandoli, e questa generosa vendetta mi par proprio quella che merita il nome di nttare degli di". Dove la presunta generosit del perdno  vestita di tanta tronfiezza, da toglierle ogni merito. N il Capuana poteva temere l'avversione del Rapisardi in un concorso universitario, visto che il poeta catanese non era mai stato chiamato n poteva equamente esser chiamato a giudicare siffatti concorsi. Cagione dello screzio fra i due sembra fossero le lepide, riuscitissime parodie rapisardiane composte dal Capuana.
36. RENATO SERRA, Le Lettere. Roma, Bontempelli, 1914. P. 106.
"...Capuana, che continua a scrivere con una prontezza vegeta e giovanile; scrive cose che non aggiungono molto ai primi volumi (Homo ecc.), che resteranno come un episodio di quel che si disse verismo: era il tentativo artistico di Verga, ripreso con molto meno di forza fantastica e lirica, ma snodato e sveltito nella tecnica, per quella facilit di narratore nato, che  il dono di Capuana, e che si sente ancora schietta in questi volumi...".
37. LORENZO GIGLI, Il romanzo italiano da Manzoni a D'Annunzio. Bologna, Zanichelli, 1914. V. le pp. 51-58.
38. GINO GORI, Il mantello d'Arlecchino. Roma, Tip. Ed. Naz., 1914. Passim.
39. GIUSEPPE LIPPARINI, Cercando la grazia. Bologna, Zanichelli, s. a. Pp. 515-518.
Su Coscienze, di L. Capuana.
40. FR. ENOTRIO LADENARDA, M. Rapisardi. Lettera aperta a Benedetto Croce. Palermo, G. Pedone Lauriel, 1915.
V' una specie di appendice sugli Invidiosi e critici di Mario Rapisardi o sciocchi o maligni, che s'inizia con un articolo contro Lo scrittorello mineoto, cio contro il Capuana (p. 163). Chi conosce lo stile consueto a quel pazzo frenetico del L. pu figurarsi le ingiurie e le stoltezze contenute in queste pagine: le quali non hanno niun valore, n critico n biografico n letterario. Vi  tuttavia curiosa, alla p. 165, l'accusa al Capuana di aver partecipato alla compilazione del Giobbe, registrato qui dietro, al n. 4
41. Aprutium. A. IV, 1915, fasc. 12. Fascicolo in memoria di Luigi Capuana. Pp. 519-609.
...
.
...
Gli scritti pi notevoli sono di G. A. CESAREO, L'arte di L. Capuana, GIOVANNI RABIZZANI, L. C. critico, GIOVANNI DE CAESARIS, La moralit nell'arte del C.  interessante anche Una lettera di Edmondo De Amicis al C., a proposito del romanzo Rassegnazione. Riferisco addirittura, per la sua curiosit, la lettera e i singolari versi intercalativi, coi quali Gabriele D'Annunzio rispose all'amico, che dalla Sicilia gli aveva inviato in dono il proprio ritratto, nel quale era rappresentato morto:
"Carissimo Luigi,
"Perdonami l'indugio nel risponderti. Prima ho avuto molto da fare; dopo, sono stato diversi giorni assente da qui.
"La tua metastasiana mi ha profondamente commosso!
"La rileggo; le lacrime mi fan velo...
Deh! cessi in te l'ambascia,
o dolce amico, deh!
Torna tra noi... Deh! Lascia,
di star con fermo pi!
Ma se, mio dolce amico,
tu vuoi morir cos,
sappi che il sangue antico
non mai tale fior.
Sappi che la tua vita
su l'ali del pensier,
di gioie archimandrita,
n'andr su 'l pio sentier,
come sul tiglio l'ape,
come su l'acque il Sol,
come una bianca dape
su 'l mattutino stuol!...
Non questo avea promesso
colui che tutto sa,
quando in riva al Permesso
chiese la carit...(20)
Non questo avea giurato
colui che tutto pu,
quando il fiotto salato
immemore tocc!...
Dunque, morrai? L'essenza
del tuo sorriso d'or,
la tua giurisprudenza,
il tuo greco pallor,
la tua solerzia anela,
la tua verde virt,
lo sguardo che m'inciela,
tutto non sar pi?
E pur, tu non morrai!
No, tu non puoi morir!
Morir tu non puoi mai;
o lento mio desir!
Dissemi: Il giorno  mite
ma non  mite il d;
or chiedono le vite
quello che mai flu.
Or dunque ascolta, amico,
l'inno del muto sen,
e fa' che non sia fico
quello che non  fien...
Esulta, amico, forte,
e non ti disperar:
l'aspetto tuo di morte
par vita secolar!!!
GABRIELE D'ANNUNZIO
Il fascicolo contiene, inoltre, "pensieri, ricordi, rimpianti" di Z. Valentini, C. De Titta (versi), G. Verga, S. Zambaldi, Sfinge, A. Baccelli, G. Cimbali, L. Bovio, F. Salvatori, M. Saponaro, C. Antona-Traversi, P. De Luca, E. Zoccoli, B. Chiara, G. Rubetti, Jolanda, F. T. Marinetti, F. Zampini Salazar, E. A. Marescotti, P. Barbra, F. De Roberto, L. Morandi, A. Gabrielli, P. Buzzi, L. di San Giusto, A. Negri, A. Lancellotti, R. Fucini, C. Pettinato, B. Croce, E. Cozzani, S. Moschino, Fr. Sapori, G. Capra Boscarini, V. Pica, G. E. Nuccio, Neera, E. Janni, S. Di Giacomo, G. Gori, R. Pntini, Fr. Orestano, L. Siciliani, A. Albertazzi, E. Cardile, S. Lopez, G. Bellonci, F. Tozzi, M. Moretti, A. Ricciardi, V. Soldani, G. Lipparini, M. Bontempelli, A. Cervesato, G. Sergi, A Testoni, A. Padovan, E. Sella, R. Bracco, D. Oliva, E. Cavacchioli, R. Tomei Finamore, S. Sottile Tomaselli, A. S. Novaro, R. Barbiera, R. M. Pierazzi, G. Mazzoni, S. Spaventa Filippi, G. Antona Traversi, Teresah, V. La Scola, T. Cannizzaro (versi).
42. UGO FLERES, Per Luigi Capuana. Nella Nuova Antologia, n. del 1 gennaio 1916.
43. RAFFAELLO GIOLLI, Frottole. In Pagine d'arte, A. III, 1916, n. 5.
A proposito d'un'acquaforte erroneamente attribuita al Capuana da un articolo pubblicato nella Rivista Noi e il mondo (Luigi Capuana nei cimeli fotografici di F. De Roberto).
44. ADELAIDE BERNARDINI CAPUANA, A proposito di "Quacquar". Nel Giornale d'Italia, n. del 27 giugno 1916.
45. ACHILLE PELLIZZARI, Il pensiero e l'arte di Luigi Capuana. In Aprutium, a. V, fasc. 3-4, luglio-agosto 1916, pp. 105 e segg.
46. GUIDO BUSTICO, Le correnti del romanzo in Italia nel secolo XIX. Estr. dalla Rivista ligure. Genova, 1917. V. le pp. 41 e seg.


 2. GIUNTE
OPERE DEL CAPUANA.
1863.
191. FAUNUS, Vanitas vanitatum. Catania, Crescenzio Galatola, 1863. Pp. 16.
Che l'autore di questi versi fosse il Capuana  asserito da FR. ENOTRIO LADENARDA, in Mario Rapisardi. Lettera aperta a B. Croce, Palermo, Pedone Lauriel, 1915, pp. 176 e seg. Io ne ho visto un esemplare nella Nazionale di Firenze (5251. 13), con questa dedica manoscritta: "Al Chiarissimo Sig. Gaetano Ghivizzani in segno di ossequio L'Autore": e la scrittura  del Capuana. L'opuscolo  preceduto da questa iscrizione a stampa: SALVE ? MAGNA PARENS ? MORITURUS ? TE ? SALUTAT. Contiene 12 sonetti. cos intitolati: Dall'intimo (7 aprile 1862). - Visione. - Frescura. - La vita. - A Teresina. - Ad Emma. - Idillio. - Ad una suora. - O te beata! - A F. G. M. (2 sonetti: "In riva dell'Amenano, 15 maggio"). - Finis (maggio 1863)
1862.
192. Un sogno. Canto. In Aprutium. Fasc. del marzo 1914, pp. 97-109.
Lunga poesia in endecasillabi sciolti. La Direzione del Periodico vi appone la seguente nota: "Il Canto che qui pubblichiamo  un lavoro giovanile. Luigi Capuana lo scrisse nel 1862, e gi in esso si sentiva quel che egli doveva essere, uno scrittore cio di grande e vera arte. Un tal promettente giudizio ne port un giudice infallibile, un grande italiano, Niccol Tommaso, in una lettera che il Capuana ha tenuta sempre religiosamente unita al ms. del suo canto giovanile, e che anche ci concede di pubblicare...".
Segue la lettera del Tommaso. Il Canto ha la data: "Mineo, marzo del 1862".
193. A R. S. Sonetto... in prosa. In Album-Fracassa. Roma, Sommaruga, 1882, p. 81.
194. LUIS CAPUANA, Jacinta. Version de la 3a edicin italiana por MIGUEL DOMENGE MIR. Barcelona, Imprenta de Henrich y C.a en C. Editores, 1907. Pp. 260.
195. Giovanni Pascoli. In Aprutium, fasc. del maggio 1912, p. 193.
"Pensiero", in morte del grande Romagnolo.
196. La rosa di Grico. Novella. In Aprutium, fasc. del settembre 1913, pp. 418-434.
1914.
197. Un sogno. Canto.
V. qui dietro, il n. 192.
198. L'opera di Arturo Colautti. In Aprutium, fasc. del novembre 1914, pp. 498-504.
199 Una lettera di Luigi Capuana. In Aprutium. fasc. del dicembre 1915. Con facsimile.
 indirizzata a Zopito Valentini, direttore dell'Aprutium. Manca la data, ma il V. avverte che fu scritta dal C. "non gran tempo prima della sua morte". V' detto, fra l'altro: "Prossimamente mander alla vostra Rassegna una novella. Se poteste disporre di maggior numero di pagine, avrei preferito di mandarvi il mio dramma in tre atti, La triste lusinga, che ebbe successo all'Argentina di Roma.  lavoro a cui tengo e che far riprendere appena sar passato questo orrendo turbine che sconvolge il mondo intero".
Nello stesso fasc.  inserita, in un art. di G. A. Cesareo su L'arte di Luigi Capuana, un'altra lettera del Nostro al Cesareo, da Catania, in data 10 settembre 1915. (Pp. 521 e seg.).
200. I canti e le novelline popolari. In Aprutium, fasc. di febbraio-marzo 1915, pp. 59-77
A p. 77  la seguente nota della Direzione: "Questo scritto di L. Capuana  una primizia del volume, non ancora pubblicato, delle lezioni tenute dall'illustre scrittore nella R. Universit di Catania, al Corso di Stilistica e lessigrafia. Il vol., che s'intitoler L'evoluzione della forma letteraria, parte da questo principio: "Credere che le diverse forme letterarie, i diversi generi letterari, come ancora si dice, siano alla merc del capriccio individuale degli scrittori o, per lo meno, dei genii che vi imprimono l'orma indelebile della loro potenza creatrice,  una volgare convinzione che disconosce l'organica unit dello Spirito come arte.
"Mentre riconosciamo che tutte le forme naturali han proceduto le une dalle altre, le une dopo le altre, da potersi dire un'unica forma svolgentesi per intima virt, per una tensione o aspirazione delle forme pi basse verso le superiori, perch trattandosi dell'opera d'arte letteraria non vogliamo riconoscere questa legge di Unit, questa forza di organismo che forma di tutte le letterature una sola letteratura?".
201. Da "Prima dei mille". Scene patriottiche in 3 atti. In Aprutium, fasc. del dicembre 1915, pp. 542-567.
 tutto l'atto secondo. Una nota della Direzione avverte: "Abbiamo la fortuna di poter pubblicare l'Atto secondo di Prima dei Mille, la penultima opera teatrale di Luigi Capuana, completamente inedita, che prossimamente sar rappresentata da Ermete Zacconi e dalla compagnia Ninchi-Sevilla. Il lavoro... appartiene al genere storico-patriottico...". (P. 542).
(1)CROCE, La letteratura della nuova Italia, vol. III, Bari, Laterza, 1915, p. 103.
(2)V. Il teatro italiano contemporaneo. Saggi critici di L. C., Palermo, Pedone-Lauriel, 1872. Uno solo, l'ultimo, fra gli scritti accolti in quel volume, aveva visto la luce nella Perseveranza di Milano. La prolusione fu divulgata sbito dopo che venne pubblicamente letta dall'A., nel 1902, dall'Editore Giannotta, in Catania.
(3)Il teatro italiano contemporaneo, pp. XI e seg., XVII e seg., XX, XXIII.
(4)La scienza della letteratura, gi cit., pp. 8 e segg.
(5)In Aprutium, dicembre 1915, p. 582.
(6)Il teatro contemporaneo italiano, gi cit., p. XXII.
(7)V. il vol. degli "Ismi", p. 50, e quello delle Cronache letterarie, pp. 247 e segg.
(8)Gli "ismi" contemporanei, p. 74; ma  da leggere ivi tutto lo scritto su La crisi del romanzo (pp. 61-82).
(9)Cfr. BRUNETIRE, Manuel de l'histoire de la Littrature franaise, Paris, Delagrave, s. d., pp. 440, 443, 465, 491.
(10)Il Teatro italiano, p. XXXI.
(11)Cfr. il vol. degli "Ismi", p. 50; e quello delle Cronache letterarie, p. 252.
(12)Allo scritto  apposta la seguente nota (p. 167 del vol.): "Questo scritto, che fu pubblicato nel Fanfulla della domenica firmato colle iniziali G. P.,  semplicemente una parodia. Fra i tanti pretesi cultori di letterature straniere che in Italia traducono, o fingono di tradurre, da tutte le lingue europee moderne, nessuno si  accorto finora della canzonatura.  inutile aggiungere che come non ha mai esistito un poeta danese chiamato Getziier, cos sono un'invenzione i canti che si dicono tradotti, e i giudizi dei critici citati. Al Fanfulla della domenica giunsero parecchie lettere e cartoline che incoraggiavano il presunto traduttore; nessuna che avvertisse il giornale di essere stato messo in mezzo da un burlone. Se qualcuno dei tanti nostri traduttori di traduttori di poeti stranieri ha gi, per caso, versificata la mia prosa, ora  pietosamente avvertito".
(13)L'undicesima edizione del libro  del 1910, in Firenze, presso R. Bemporad.
(14)Questa data si legge nel tergo del frontespizio, mentre la Prefazione ha la data del 1894.
(15)Ne fu fatta prima, con la stessa data, un'"edizione di saggio senza le incisioni", di 87 pp.
(16)Ristampa nel 1907, presso il medesimo editore.
(17)"Seconda edizione, migliorata e corretta", nel 1907, in pp. 156, presso il medesimo editore.
(18)V. qui dietro, il n. 87.
(19)Mi par opportuno ripetere qui che questa bibliografia non pretende di essere compiuta. Specie per questa seconda parte, raccoglier tutto era impresa disperata. Mi basta vi sia tanto da costituire un buon avviamento ad ulteriori indagini, e un sufficiente materiale a nuove valutazioni dell'opera letteraria di L. Capuana.
(20)Il poeta allude al... permesso di riposarsi chiesto dal Capuana, mentre era impegnato a collaborare con assiduit alla "Pagina letteraria" della Tribuna di allora.
...
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...
FINE.